L’allarme per Liliana Segre parte da un dato di messaggi ostili molto superiore alla realtà?

I dati dell’Osservatorio sull’antisemitismo sono disponibili in rete. E i numeri non sarebbero quelli di cui si è parlato

C’è un dato che è necessario tenere in considerazione in questi giorni in cui si parla degli attacchi nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre e della scorta che da alcuni giorni la protegge.

Anche per valutare se il movimento di solidarietà nei suoi confronti, il tenerla costantemente al centro delle discussioni sull’eventuale ritorno delle peggiori destre in Italia, non stia finendo per esporla più di quanto sarebbe accaduto se il dibattito non fosse alimentato anche da chi, in buona fede, vuole proteggerla.

Termometro politico ha pubblicato alcuni dei dati dell’Osservatorio sull’antisemitismo, smentendo un precedente articolo di Repubblica. Se il quotidiano romano aveva scritto che in quel report la senatrice Segre risulta ricevere 200 insulti online al giorno, Termometro politico smentisce l’affermazione su due punti:

  1. I dati si riferiscono al 2018 e non al 2019;
  2. Gli episodi di antisemitismo sono 197 all’anno, non 200 al giorno.

Il rapporto è effettivamente reperibile in rete e il numero è effettivamente di 197 in un anno: in crescita rispetto al passato ma con tutt’altra proporzione.

Termometro politico commenta: «Prima dell’articolo Liliana Segre non riceveva 200 insulti e non aveva bisogno di scorta, adesso è finita alla ribalta e non solo li riceve eccome, è pure diventata un bersaglio per tutti quegli animali analfabeto-psicotici che se sentono profumo di cinepresa non esitano a fare le cose più turpi e immonde col sorrisetto ebete».

Anche se la scorta alla senatrice è stata assegnata ora, a contesto variato e con altro tipo di analisi svolte dal ministero dell’Interno, come è prassi per ogni persona protetta, i dati reali contrapposti a quelli di cui si è parlato in questi giorni richiedono una riflessione.

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