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Cori razzisti contro lo svedese Isak, Svezia-Romania sospesa. «È pieno di idioti in giro, li ignoro»

16 Novembre 2019 - 13:55 Redazione
epa08000745 Sweden's Alexander Isak walks on the picth during the UEFA EURO 2020 group F qualifying soccer match between Romania and Sweden, at National Arena stadium in Bucharest, Romania, 15 November 2019. Main referee Orsato halted briefly the game due to an alleged racist chanting of the Romanian supporters against Alexander Isak of Sweden. The game continued after the incident, Sweden winning against Romania with 2-0.  EPA/ROBERT GHEMENT
Alexander Isak, 20 anni, è stato oggetto di insulti razzisti durante il match di qualificazione per i prossimi europei di calcio
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Ancora razzismo nel calcio. È successo a Bucarest, nel match vinto dalla Svezia con la Romania (2-0) e che è valso alla nazionale scandinava la qualificazione a Euro 2020.

«Dopo aver segnalato all’arbitro i cori contro di me, ho accettato di ricominciare a giocare: credo che non dobbiamo dare retta a queste persone, è meglio ignorarli», ha detto Alexander Isak, 20enne attaccante svedese di origine eritrea, 78′ minuto di gara è stato oggetto di cori razzisti.

«Ovviamente fa male, è un peccato, ma eravamo preparati a qualcosa del genere», ha aggiunto il giocatore della Real Sociedad, dopo che l’arbitro italiano Daniele Orsato aveva bloccato la partita, fatto leggere l’avviso e ripreso il gioco allo stop dei cori.

«Ho sentito alcune urla razziste dagli spalti e ho chiesto all’arbitro se avesse sentito cosa stava succedendo. Non aveva sentito nulla. Pochi minuti dopo ha interrotto la partita e ha chiesto che lo speaker leggesse l’avviso al pubblico – continua Isak – ne abbiamo parlato, la partita è ripresa e io ero d’accordo. Non permetto che cose del genere mi influenzino. È meglio ignorarlo. Ci saranno sempre degli idioti in giro, è meglio non dare loro l’attenzione che stanno cercando».

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