ArcelorMittal, l’altolà di Di Maio a Renzi: «Se cominciamo con gli sgambetti, Italia viva è quella che ha da perdere di più»

«Se provochi un disastro ambientale, si deve pagare», ha aggiunto il ministro che continua a dirsi contrario alla nazionalizzazione

Mentre Matteo Renzi è deciso a dare battaglia sulla Manovra, Luigi Di Maio non fa concessioni sullo scudo penale ad ArcelorMittal. Sulla questione dell’immunità, il ministro torna a mettere in dubbio la tenuta della maggioranza e non risparmia una frecciatina al leader di Italia viva.

«L’emendamento per reintrodurre lo scudo penale (presentato da Italia Viva ndr) sarebbe un problema enorme per la maggioranza – dice Di Maio durante la registrazione di Fuori dal coro -. Se cominciamo con gli sgambetti, Italia Viva è quella che ha più da perdere».

«Se provochi un disastro ambientale, si deve pagare», ha aggiunto il ministro degli Esteri che continua dirsi contrario alla nazionalizzazione: «Significa dire agli indiani: ve ne potete andare. Bisogna dire invece che non se ne possono andare».

Un altolà, quello di Di Maio a Renzi, che arriva nel giorno in cui il leader di Italia viva nella sua Enews ha detto di essere deciso a dare battaglia per «una Manovra no tax». Oggi, 12 novembre, Giuseppe Conte ha incontrato i parlamentari pugliesi M5s che hanno ribadito con forza una posizione contraria allo scudo penale.

Un tema che continua a dividere il Movimento così come quello della candidatura alle regionali. «Dove non saremo pronti non ci presenteremo. Nei prossimi giorni prenderemo decisioni su questo», ha detto il leader del M5s.

Per quanto riguarda il recesso del contratto da parte di ArcelorMittal, tra domani e venerdì dovrebbe essere presentato il ricorso cautelare e d’urgenza da parte dei legali dei commissari dell’ex Ilva.

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