Bolivia, migliaia in piazza chiedono le dimissioni della presidente ad interim Anez

Un ragazzo di 20 anni sarebbe rimasto ucciso durante gli scontri tra i sostenitori di Morales e la polizia

Si infiammano le strade della Bolivia dopo le dimissioni del presidente Evo Morales. Un ragazzo di 20 anni sarebbe rimasto ucciso durante gli scontri tra i sostenitori di Morales e la polizia. Lo riporta la stampa locale che cita fonti mediche. Il ragazzo sarebbe stato colpito alla testa da un proiettile a Yapacani, nel dipartimento di Santa Cruz, dove i sostenitori di Morales nel pomeriggio avevano occupato il municipio.

La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni per bloccare una manifestazione di sostenitori di Morales diretti verso la Plaza Murillo per chiedere le dimissioni della presidente ad interim Jeanine Anez.

Sarebbero migliaia i militanti del partito dell’ex presidente, il Mas, ‘ponchos rojos’ di El Alto e i cittadini comuni che si sono radunati in Plaza Murillo mentre nel palazzo presidenziale giuravano i nuovi vertici militari.

«Non possiamo spargere altro sangue – aveva detto ai giornalisti il comandante Carlos Orellana Cantellas -.Tutti si facciano un esame di coscienza. Si valuti prima di tutto l’importanza che lo Stato possa avanzare, che si possa vivere in pace, in democrazia, abbandonando interessi personali».

Dialogo nazionale

Evo Morales, l’ex presidente della Bolivia dimessosi e riparato in Messico, ha detto di essere pronto a tornare in patria per «pacificare» il Paese, da settimane teatro di scontri di piazza.

«Se il popolo me lo chiede, siamo pronti a tornare per pacificare» la Bolivia, ha detto il leader socialista in una conferenza stampa a Città del Messico dove è arrivato martedì dopo aver ricevuto asilo politico. Morales lancia un appello al «dialogo nazionale» per risolvere la crisi boliviana e rifiuta la legittimità della nomina della senatrice dell’opposizione Jeanine Anez come presidente ad interim.

Nella sua prima conferenza stampa da esiliato, Morales ha detto che la sua permanenza in Messico sarà «temporanea». «Torneremo, prima o poi. Prima è meglio è», ha detto.

Morales ha insistito sulla regolarità della sua rielezione e continua a ripetere di essere vittima di un golpe.

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