Da ArcelorMittal la linea durissima: già disposta la chiusura degli altoforni tra un mese

«Se ancora non fosse chiaro la situazione sta precipitando in un quadro sempre più drammatico che non consente ulteriori tatticismi della politica», ha detto il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli

ArcelorMittal ha deciso: via da Taranto con la conseguente chiusura dell’ex Ilva. Dopo che la deposizione al tribunale di Milano dell’atto di citazione per chiedere il recesso del contratto d’affitto, l’azienda comunica la data, o meglio le date, di chiusura degli altoforni. Il primo stop tra meno di un mese.

«Questa mattina l’Ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli ha comunicato il piano di fermate degli altiforni: Afo2 il 12 dicembre, Afo4 il 30 dicembre e Afo1 il 15 gennaio mentre verrà chiuso il treno nastri2 tra il 26 e il 28 novembre per mancanza di ordini». Lo sottolinea in una nota il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli.

Su richiesta dei sindacati sulle preoccupazioni dell’indotto, Morselli ha assicurato che l’azienda rispetterà tutti gli impegni, a partire dal pagamento delle spettanze previste dal contratto di appalto.

Mentre Landini ribadisce che è deciso a «non perdere nemmeno un posto di lavoro» e che «non ci sono condizioni per recesso», il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli ammette che «la situazione sta precipitando in un quadro sempre più drammatico che non consente ulteriori tatticismi della politica».

La situazione per il governo diventa dunque sempre più complicata. Ieri, 13 novembre, la commissione Finanze della Camera ha giudicato inammissibili gli emendamenti presentati da Italia Viva e Forza Italia per reintrodurre lo scudo penale per l’ex Ilva. Patuanelli e Bonafede hanno affermato che sono «al vaglio tutte le soluzioni» per risolvere la crisi. Domani, 15 novembre, al Mise è previsto l’incontro tra azienda e sindacati alla presenza anche del Ministro dello Sviluppo Economico.

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