Di Maio boccia la ‘sua’ ex ministra: «Inaccettabile che mantenga la casa». E il Pd lo invita a «non sconcertarsi» per lo ius soli

Il capo politico M5s ha ricordato che la cittadinanza ai figli di immigrati non è nel programma di governo

Mentre l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta continua a difendere la scelta di continuare a vivere nell’abitazione concessa quando era a capo della Difesa, è arrivata la bocciatura del capo politico M5s. Questa cosa dal mio punto di vista non è accettabile, ha smesso di fare la ministra due mesi fa, ha avuto il tempo per lasciare la casa, è bene che ora la lasci e se il marito in quanto militare ha diritto ad un alloggio può fare domanda e lo otterrà. Questa cosa fa arrabbiare i cittadini e anche noi perché siamo quelli che si tagliano gli stipendi ha detto Luigi Di Maio, intervistato su Rtl 102.5.

Ieri era stato il sottosegretario M5s Stefano Buffagni a invitare la collega pentastellata a lasciare l’abitazione. Il capo politico M5s è poi tornato sul tema dello ius soli, rilanciato ieri dal segretario del Pd Zingaretti: «Non è nel programma di governo. Credo di avere il diritto di essere sconcertato perché la priorità è l’emergenza dei lavoratori che rischiano di perdere posto».

Il ministro degli Esteri ha citato l’emergenza dell’ex-Ilva, mentre il governo sta lavorando a un nuovo incontro con ArcelorMittal entro mercoledì. Ma sulla cittadinanza ai figli di immigrati è stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia (Pd) a replicare a Di Maio: «Non si sconcerti e pensi a lavorare quotidianamente per il Paese».

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