Caso Trenta, l’ex ministra: «Non lascerò la casa, ho bisogno di un appartamento grande»

L’ex ministra risponde alla critiche e ribadisce di essere decisa a non lasciare la casa finita al centro delle polemiche

Nonostante le critiche da parte di Luigi Di Maio e Stefano Buffagni, Elisabetta Trenta è decisa a non lasciare l’appartamento che aveva ottenuto quando era titolare del ministero della Difesa. E spiega le sue ragioni in un’intervista concessa a Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

Era stata proprio la giornalista – in un’articolo pubblicato ieri, 17 novembre, sulle pagine del quotidiano milanese – a denunciare alcune stranezze nella concessione della casa a Elisabetta Trenta. L’ex ministra aveva poi spiegato in un post su Facebook come fosse rimasta nell’abitazione perché la casa era stata riassegnata al marito. Una giustificazione che non le aveva risparmiato critiche dallo stesso Movimento 5 Stelle.

«Sono molto arrabbiata. Questa storia mi porterà danni. Sono sotto attacco», dice l’ex ministra. È convinta però di non dover lasciare l’appartamento: «È stato riassegnato a mio marito. Non ho chiesto subito l’alloggio, ho resistito il più possibile nel mio, ma un ministro durante la sua attività ha necessità di parlare con le persone in modo riservato, avevo bisogno di un posto sicuro. E anche adesso ne ho bisogno, un alloggio grande mi serve e anche che sia in una zona sicura».

Quando la giornalista fa notare all’ex ministra che, avendo una casa di proprietà a Roma, è singolare che sia stata concessa loro una casa nella Capitale, Trenta risponde: «La casa nel quartiere Pigneto è intestata solo a me. Mio marito ha la residenza nella sua città quindi ha diritto a un alloggio dove lavora».

Trenta ribadisce più volte che «è tutto regolare», ma Buffagni, già dopo il post dell’ex ministra, ha fatto notare che «la risposta di Trenta benché formalmente ineccepibile, non è da 5 stelle», mentre Di Maio le ha chiesto di chiarire. Lei risponde alla critiche: «Ho dato le mie spiegazioni a Di Maio con cui ci siamo sentiti: lascerò la casa quando l’incarico di mio marito sarà terminato». E Buffagni? «Se mi avesse chiamata avrei risposto anche a lui».

L’ex ministra poi ipotizza che la vicenda della casa sia «un attacco premeditato» contro di lei, ma che ha un obiettivo più grande: forse Conte o la Link Campus dove lavora (finita al centro delle polemiche per il filone italiano del Russiagate). Ma Trenta esclude categoricamente di lasciare il Movimento: «Ci rimarrò di sicuro».

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