Di Maio: «Lo Ius soli? Mai nel programma di governo». In parlamento ci sono tre proposte di legge, ma ferme

Il tema divide la maggioranza di governo ma difficilmente la cittadinanza ai figli di immigrati sarà votata in questa legislatura: manca l’accordo politico

Il capo politico M5s Luigi Di Maio ha ribadito la sua contrarietà allo Ius soli. «Per le strade la gente non mi ferma per chiedermi lo ius soli. Mi chiede lavoro, meno tasse, liste di attesa negli ospedali più veloci», ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera. Era stato il segretario Pd Nicola Zingaretti, chiudendo la tre giorni a Bologna, a inserire lo Ius soli e lo Ius culturae tra le priorità dei Dem.


Ma Di Maio continua a riferirsi solo allo Ius Soli, mentre nella commissione Affari Costituzionali della Camera si esamineranno diverse proposte di legge: quella presentata da Laura Boldrini (quando era esponente di LeU, ora nel Pd) che darebbe la cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori stranieri (di cui almeno uno sia regolarmente nel nostro Paese da un anno); quella di Renata Polverini (deputata che si è autosospesa da Forza Italia proprio per dissidi su questo tema) che vorrebbe assegnare la cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia che abbiano «completato il corso di istruzione primaria» e quella di Matteo Orfini (Pd) che è uno Ius Soli temperato.

«La cittadinanza ai ragazzi immigrati? È un tema che non è mai entrato nel programma di governo, né entrerà ora», ha ribadito Di Maio. In realtà nel programma di governo Pd-M5s c’è un passaggio dedicato proprio a questo tema: «Il  governo  promuoverà  una  più  efficace  protezione  dei  diritti  della  persona,  anche  di nuova  generazione,  rimuovendo  tutte  le  forme  di  diseguaglianza  (sociali,  territoriali,  di  genere), che  impediscono  il  pieno  sviluppo  della  persona  e  il  suo  partecipe  coinvolgimento  nella  vita politica,  sociale,  economica  e  culturale  del  Paese.  È  necessario  rafforzare  la  tutela  e  i  diritti  dei minori».  

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