Italiani popolo di gran risparmiatori. Ma il 40% è pessimista sulla pensione – Il rapporto

Il 71% degli italiani risparmia per spese improvvise, il 47% per consumi di vario genere, il 39% per viaggiare. Solo il 17% per sostenere spese di istruzione

In Italia esiste una forte cultura del risparmio: l’84% degli italiani riesce a mettere da parte una porzione dello parte dello stipendio ogni mese, a fronte di una media europea del 75%. Di questi, il 53% si dice insoddisfatto dalla quantità di denaro che è in grado di poter risparmiare mensilmente. 

La percentuale di risparmiatori è comunque in forte crescita rispetto al 2018, in cui solo il 54% degli italiani dichiarava di riuscire a risparmiare. E malgrado la capacità di risparmio, il 40% degli intervistati si dichiara pessimista sulla possibilità di avere una pensione dignitosa. 

È quanto emerge dal 7° rapporto European Payment Consumer (Ecpr) di Intrum, basato sulle risposte di oltre 24mila consumatori di 24 Paesi europei e volto a far emergere le abitudini quotidiane dei cittadini europei. 

Risparmi per il futuro

Il 71% degli italiani risparmia (o tenta di fare economia) per spese improvvise, il 47% per consumi di vario genere, il 39% per viaggiare, il 38% per i figli e per i nipoti, il 33% per il timore di un’eventuale perdita del lavoro, il 23% per la pensione, il 17% per acquistare una casa, così come il 17% risparmia per sostenere le spese per l’istruzione e gli studi. 

Il 26% mette da parte meno del 5% dello stipendio mensile (come in Europa), mentre il 27% accantona fra il 5% e il 10%. Il 16% degli italiani invece non mette da parte soldi mensilmente (25% media europea).

Le percentuali dei prestiti

Malgrado l’alta percentuale di risparmiatori, il 22% degli intervistati ha dichiarato che negli ultimi 6 mesi del 2019 ha richiesto un prestito o ha superato le soglie limite dei propri conti per pagare le bollette. Un dato, quello del 22%, comunque inferiore alla media europea, che si attesta al 24%. 

Nel 38% dei casi il prestito monetario avviene tra familiari o amici, il 46%  lo richiede in banca, il 11% viene richiesto a una banca a cui non si è affiliati, l’8% a un finanziatore privato personale, il 2% al datore di lavoro.

Capacità di pagare le bollette in tempo 

Il 30% degli intervistati ha dichiarato di non esser riuscito a pagare in tempo le bollette almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Un dato che, ancora, si attesta sotto la media europea (22%). Le bollette di luce e gas sono la priorità degli italiani (83%), seguite dalle spese sanitarie (60%).

Tra le principali ragioni di mancato pagamento delle bollette il 48% degli intervistati dichiara di non aver avuto soldi per pagarle, il 33% di aver dimenticato di pagarle, il 21% di aver avuto problemi tecnici durante il pagamento, il 3% di non aver voluto pagare le imposte. 

Il 45% degli italiani sostiene che le bollette crescono in modo più rapidamente rispetto allo stipendio percepito, mentre il 36% teme che l’aumento delle bollette possa avere effetti negativi sul benessere generale dell’individuo.

I livelli di alfabetizzazione finanziaria

Sul fronte dell’alfabetizzazione finanziaria l’Italia è 16esima su 24 Paesi, ponendosi sotto la media europea. I primi “maestri” di educazione al finanziaria sono i genitori (53%), seguiti dalla scuola (39%) e dal Web (34%). Infine, il 75% dei consumatori italiani si attendono che le scuole si assumano maggiore responsabilità nell’alfabetizzazione finanziaria. 

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