Cile, ancora proteste: violenti scontri a Santiago

Le proteste vanno avanti dal 18 ottobre scorso: l’aumento del biglietto della metropolitana di Santiago ha innescato una più ampia mobilitazione contro il governo di Sebastian Pinera e per chiedere politiche di maggiore uguaglianza sociale

A due mesi dall’inizio delle proteste contro il governo di Sebastian Pinera, ci sono stati violenti scontri nel centro di Santiago del Cile, dove migliaia di manifestanti hanno affrontato la polizia.

Nonostante la forte presenza della polizia a Plaza Italia, epicentro delle manifestazioni, migliaia di manifestanti si sono avvicinati alla zona. Una ventina di ciclisti sono stati i primi a rompere l’accerchiamento creato dalla polizia per evitare l’ingresso nella piazza, mentre altri a piedi cercavano di avvicinarsi ma erano dispersi con gas lacrimogeni e idranti.

Dopo quasi un’ora di disordini, i manifestanti sono riusciti ad aprire varchi nelle recinzioni di metalli e a superare la polizia, che ha dovuto ripiegare nelle strade vicine.​ Intanto un altro piccolo gruppo di manifestanti marciava verso avenida Alameda, la principale arteria del centro di Santiago: hanno raggiunto la parte anteriore del palazzo del governo, La Moneda, dove hanno lanciato pietre contro la polizia che li ha dispersi con gas lacrimogeni.

Le proteste in Cile sono scoppiate il 18 ottobre a causa dell’aumento del biglietto della metropolitana di Santiago, ma questo ha innescato una più ampia mobilitazione contro il governo di Sebastian Pinera e per chiedere politiche di maggiore uguaglianza sociale. 

In copertina manifestanti nel corso di una protest antigovernativa a Plaza Italia aa Santiago, in Cile, 20 dicembre 2019. EPA/Elvis Gonzalez

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