Caso Regeni, colloquio telefonico tra Conte e al Sisi: «Urgente rilancio della collaborazione giudiziaria»

«Un segnale positivo», così ha definito la telefonata Erasmo Palazzotto, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni

Una lunga conversazione telefonica tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e quello della Repubblica Araba d’Egitto, Abdel Fattah al Sisi. A rendere nota la notizia è lo stesso Palazzo Chigi poco dopo l’ora di pranzo con un comunicato.


Crisi libica, sfide della Regione mediterranea e la cooperazione bilaterale sono stati alcuni dei temi trattati durante il colloquio telefonico. Ma Palazzo Chigi ha sottolineato come al centro dello scambio vi sia stato un «particolare riguardo circa la ripresa dei contatti per l’urgente rilancio della collaborazione giudiziaria sull’omicidio di Giulio Regeni». 

La telefonata arriva a dieci giorni dalle rivelazioni della commissione d’inchiesta sull’omicidio del ricercatore italiano morto al Cairo nel 2016: sarebbero infatti stati messi in atto ben quattro diversi depistaggi dagli apparati di sicurezza egiziani dopo la morte di Giulio Regeni.

Palazzotto: «Mi auguro che ci sia la reale volontà di far luce sulla morte di Giulio Regeni»

Erasmo Palazzotto, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, ha definito la telefonata «un segnale positivo». 

«Mi auguro – ha riferito Palazzotto all’Adnkronos – che effettivamente si riesca a far ripartire questa collaborazione che si era interrotta, che ci sia la reale volontà di arrivare fino in fondo per far luce sulla morte di Giulio Regeni e che questa cooperazione possa aiutare naturalmente anche il lavoro della nostra commissione». 

Palazzotto ha inoltre annunciato che a gennaio sarà completato il ciclo di audizioni, ascoltando la famiglia di Giulio Regeni. Quindi, in base alla valutazione del materiale relativo all’indagine giudiziaria condotta dalla Procura, sarà stabilito un percorso «che ci auguriamo – aggiunge Palazzotto – porti alla ricostruzione e all’accertamento della verità su quanto accaduto».

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