Sentenza cannabis, il fronte del no: dal “Family Day” a San Patrignano

Per Massimo Gandolfini, leader del Family Day, si tratta di una decisione che «alimenta la cultura dello sballo e dell’abuso»

Con la sentenza del 19 dicembre, la Cassazione ha stabilito che la coltivazione di cannabis per uso personale non è reato. A prescindere dunque dal livello di Thc, chiunque coltivi in casa e faccia uso di prodotti a base di cannabis non potrà incorrere in sanzioni.


«La sentenza della Cassazione banalizza il consumo di droga, inventa un diritto a drogarsi che non ha alcun fondamento giuridico e alimenta una cultura dello sballo e dell’abuso», tuona il leader del Family Day Massimo Gandolfini in merito alla decisione della Cassazione.

«Oltre a minare l’integrità psicofisica dei giovani – prosegue – è fra le maggiori cause di incidenti stradali mortali, come mostrano tutte le statistiche relative ai paesi dove è stata liberalizzata».

«Ancora una volta, in Italia, dei giudici si rendono protagonisti di una giurisprudenza creativa, che scavalca il legislatore e il diffuso sentire degli italiani per andare a scardinare le regole di convivenza. Chiediamo alla politica di intervenire immediatamente per riaffermare l’illegalità della coltivazione di sostanze stupefacenti. Chi non intende impegnarsi in questa direzione – conclude il portavoce del Family Day – è complice di un sistema che vuole i nostri figli sballati dalla droga».

«Conseguenza negativa per la saluta della popolazione»

Alle parole di Gandolfini hanno fatto eco quelle della comunità di San Patrignano che in una nota ha espresso la sua «preoccupazione per le eventuali conseguenze che, da questa decisione, si potrebbero riverberare negativamente sul nostro sistema sociale».

«Coltivare lecitamente in ambiente domestico una sostanza stupefacente – prosegue la nota comunità di recupero del Riminese – inciderà negativamente sull’educazione dei minori che cresceranno, sempre di più, nella convinzione che l’utilizzo di cannabis sia innocuo e socialmente condiviso, nello strisciante e progressivo percorso verso la legalizzazione che da anni è ormai in corso nel nostro Paese».

«Tutto ciò quando le evidenze scientifiche – si legge nella nota – hanno ormai ampiamente dimostrato le conseguenze negative sulla salute della popolazione e, in particolare, sullo sviluppo cerebrale in età evolutiva»

«Confidiamo – si conclude la nota – in quella parte delle istituzioni e del Paese in cui prevalgano ancora i valori e i principi alla base di una corretta educazione che possa garantire agli adolescenti e a tutti noi di crescere e vivere in una società libera dalla droga e da tutte le forme di dipendenza».

«Impostazione ideologica»

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, parla di un’impostazione ideologica di M5S e Pd, anche a prescindere dalla decisione della Cassazione: «A questi piccoli passaggi che di fatto vogliono arrivare alla droga libera, sono contrario».

«La nostra non è un’impostazione ideologica – continua l’esponente della Lega – ma pratica. I grillini e il Pd hanno un’impostazione ideologica sulla cannabis».

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