Rinviato a giudizio l’ex boss Felice Maniero: era stato arrestato per maltrattamenti sulla compagna

L’arresto era scattato secondo le nuove norme del Codice rosso, la legge approvata lo scorso luglio, che introduce una corsia preferenziale per le denunce di abusi e maltrattamenti

Felice Maniero, noto come “Faccia d’Angelo”, è stato rinviato a giudizio dal gip del tribunale di Brescia Alessandra Sabatucci. L’ex boss del Brenta si trova in carcere da ottobre scorso con l’accusa di maltrattamenti fisici e psicologici sulla compagna. Il dibattimento inizierà il prossimo 14 febbraio.

Dal giorno dell’arresto a oggi per quattro volte – due da parte del gip e altrettante da parte del Riesame – è stata negata la scarcerazione a Maniero che abitava da tempo a Brescia con una nuova identità.

«Abbiamo preferito il dibattimento per evitare di elemosinare sconti di pena perché siamo convinti che la sede dibattimentale sia quella preposta per verificare le accuse», ha commentato l’avvocato Luca Broli.

La notizia era stata data dal Giornale di Brescia il 18 ottobre scorso, dopo la denuncia della compagna. L’uomo è stato prelevato dalla sua abitazione e trasportato al carcere di Bergamo.

L’arresto è scattato secondo le nuove norme del Codice rosso, la legge approvata lo scorso luglio, che introduce una corsia preferenziale per le denunce di abusi e maltrattamenti.

Maniero aveva messo in piedi un’organizzazione criminale nota come Mala del Brenta. È stato arrestato per la prima volta nel 1980, è evaso dal carcere due volte. Dal 1995 è collaboratore di giustizia.

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