Tragedia corso Francia, la Procura affida maxi-consulenza per accertare velocità del suv e punto dell’impatto

Tra i punti di chiarire, la velocità a cui viaggiava l’auto, il punto esatto dell’impatto e il funzionamento dei semafori

Vanno avanti i tentativi per ricostruire la dinamica della tragedia di Corso Francia, a Roma, nella quale Gaia e Camilla sono morte sul colpo dopo essere state investite dall’auto guidata da Pietro Genovese mentre, avendo scavalcato il guardrail, tentavano di raggiungere l’altro lato della carreggiata.

La procura di Roma ha affidato all’ingegnere Mario Scipione la maxi-consulenza per accertare alcuni elementi determinanti dell’accaduto, ma le parti potranno nominare dei periti. I lavori, che inizieranno il 20 gennaio, dovranno terminare entro il 7 marzo.

L’ambito della consulenza

Scipione dovrà innanzitutto accertare la velocità a cui viaggiava l’auto guidata da Pietro Genovese e, in secondo luogo, il punto esatto in cui è avvenuto l’impatto con le due ragazze.

Il secondo punto servirà a verificare se Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, le due 16enni morte nell’incidente, attraversavano sulle strisce pedonali o meno, uno degli elementi ancora poco chiari della vicenda.

Da verificare anche il funzionamento dei semafori. Nel corso del suo interrogatorio davanti al gip di Roma, Bernadette Nicotra, Pietro Genovese è tornato a ribadire di essere partito con il semaforo verde. Il ragazzo attualmente si trova agli arresti domiciliari: l’accusa per lui è di duplice omicidio stradale.

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