Al Capitano Ultimo è stata ridata la scorta

Il Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del Tar Lazio dello scorso 15 gennaio

Il Consiglio di Stato ha confermato la scorta, «tutela su auto non protetta», per il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il “Capitano Ultimo” che arrestò Totò Riina. La decisione di Palazzo Spada infatti ha sospeso la decisione presa il 15 gennaio dal Tar del Lazio che con un’ordinanza aveva respinto la richiesta di De Caprio di sospendere il provvedimento che gli toglieva il servizio di scorta, emesso nei suoi confronti dal ministero dell’Interno.


La decisione del Consiglio di Stato è stata presa oggi 23 gennaio dalla sezione terza, presieduta da Franco Frattini e ha fissato per la discussione la Camera di Consiglio del 20 febbraio 2020 in vista delle decisione definitiva collegiale.

Nel decreto emesso oggi, il Consiglio di Stato ha posto l’attenzione su uno dei recenti episodi di intimidazioni nei confronti di De Caprio (busta con messaggio minatorio recapitata presso un volontario della associazione “Volontari Capitano Ultimo onlus”) che anche il Tar Lazio aveva ritenuto “rilevante”, disponendo una relazione da cui risulta che le indagini sono in corso.

Nella sede cautelare collegiale si «dovrà in modo approfondito chiarire se, allo stato attuale delle indagini su detto episodio che lo stesso Tar ha ritenuto rilevante, sia possibile… escludersi il possibile compimento di azioni criminose in danno dell’appellante, e cioè… negare che la situazione di possibile esposizione sussista».

Il decreto di Palazzo Spada ha pertanto ritenuto che il ministero dell’Interno, «nell’auspicio che un esito ragionevolmente affidabile possa emergere da tale indagine – debba – cautelarmente conservare il dispositivo di protezione quanto meno fino alla discussione cautelare collegiale, in contraddittorio tra le parti».

Sarà proprio la «discussione cautelare collegiale», la «sede nella quale saranno presi i provvedimenti che il Collegio riterrà di adottare all’esito della discussone tra le parti». In occasione della sentenza del Tar del 15 gennaio, De Caprio aveva scritto su Facebook: “Da oggi colpire il capitano Ultimo sarà più facile per tutti…”.

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