Coronavirus, nervi tesi tra Pechino e Roma. La Cina contro lo stop dei voli: «L’Italia sia razionale e si basi sulla scienza»

È dal 31 gennaio che il governo italiano ha imposto il blocco del traffico aereo con la Cina

I rapporti tra Pechino e Roma sono sempre più tesi, da quando il governo italiano ha deciso di interrompere il traffico aereo con la Cina per l’epidemia da Coronavirus, una decisione vista più come un gesto politico che di necessità sanitaria. Oltre alle pressioni dal mondo economico, si aggiunge l’irritazione del governo cinese, emersa più chiaramente nell’ultimo briefing con i media, quando il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha bacchettato l’Italia per il persistere dello stop ai voli: «Speriamo che l’Italia possa valutare la situazione in modo obiettivo, razionale e basato sulla scienza – ha detto – rispettare le raccomandazioni autorevoli e professionali dell’Oms e astenersi dall’adottare misure eccessive».

Da parte sua, Pechino assicura di ave messo in campo tutto l’impegno per contenere i rischi della diffusione del coronavirus: «Dopo lo scoppio dell’epidemia – ha aggiunto Geng – la Cina ha adottato le misure di prevenzione e controllo più complete e rigorose, molte delle quali superano di gran lunga le raccomandazioni dell’Oms e ciò che il Regolamento sanitario internazionale ha richiesto». L’Organizzazione mondiale della sanità «ha ripetutamente affermato che non raccomanda di imporre restrizioni sui viaggi e sul commercio alla Cina».

Inoltre, ha aggiunto Geng, «abbiamo anche visto che in questi giorni molti personaggi politici e amici di ogni estrazione sociale in Italia hanno espresso il loro sostegno agli sforzi della Cina contro l’epidemia, che continuerà a rafforzare la sua cooperazione con l’Oms e altri Paesi, tra cui l’Italia, in modo aperto e trasparente modi per affrontare congiuntamente l’epidemia e salvaguardare la sicurezza sanitaria regionale e globale».

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