Coronavirus, il Giappone dimezza i collegamenti aerei con la Cina

Pechino resta sempre più isolata. Solo ieri il governo italiano ha confermato il blocco del traffico aereo da e per la Cina

Anche il Giappone sceglie di limitare il traffico aereo con la Cina per limitare la diffusione del Coronavirus. Dall’inizio di questa settimana 13 aeroporti regionali nel Paese cancelleranno i voli diritte con la città di Shanghai e altre località in Cina. Tra gli scali principali che non avranno più una connessione diretta con la Cina ci sono quelli di Nagasaki, Kagoshima e Ibaraki.

Si passa così da un dimezzamento dei voli tra i due paesi: dai circa 1.400 voli settimanali ai 680 attuali. Questo nonostante la riduzione del traffico aereo stia comportando dei disagi economici alla nazione nipponica, come ha fatto presente il ministro della Salute giapponese Kzuyoshi Akaba.

Un colpo sopratutto per l’industria del turismo: prima dello scoppio del coronavirus i viaggiatori cinesi rappresentavano circa il 30% di tutti i turisti stranieri in Giappone, contribuendo a oltre il 35% del totale delle spese nel settore delle attività turistiche.

Il blocco dei voli

La decisione del Giappone arriva il giorno dopo la decisione del Governo Conte di confermare il blocco dei voli verso la Cina, nonostante i malumori nei confronti dell’Italia da parte del paese “alleato”.

Il Governo porterà comunque avanti la promozione di sostegno umanitario al popolo cinese, tramite l’invio di materiale sanitario e la collaborazione scientifica con le autorità cinesi.

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