Coronavirus, chi è il 38enne contagiato a Codogno: un super sportivo tra calcio, corsa e calcetto. La sua squadra è in quarantena

Runner, calciatore, una struttura fisica forte: uno sportivo che va in bici e in piscina. E che ha partecipato a due corse e a una partita di calcio a 11

Il 38enne M.M., risultato positivo al Coronavirus e adesso in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva di Codogno, è un podista, «una bestia alta così, 90 chili, con una struttura fisica forte», come hanno confermato i suoi genitori a Fanpage.it. Uno sportivo che «va in bicicletta, in piscina»: un giovane che, nato a Castiglione d’Adda ma residente a Codogno con la moglie incinta, ha partecipato poco tempo fa a una cena con un collega rientrato da poco dalla Cina.


Runner e calciatore

Il 38enne lavora all’Unilever di Casalpusterlengo e nell’ultimo periodo ha avuto diversi contatti. Il 2 febbraio ha partecipato a una corsa, insieme ad altri atleti, tra Santa Margherita Ligure e Portofino, il 9 febbraio, invece, a una corsa a Sant’Angelo Lodigiano. Sabato ha preso parte a un corso della Croce Rossa a Codogno e poi a una partita di calcio a 11 con la sua squadra, la Picchio di Somaglia, in provincia di Lodi. Il 38enne gioca a centrocampo nel campionato amatori Csi, categoria Eccellenza Cremona.

Lo scorso sabato, riporta la Gazzetta dello sport, ha giocato a Madignano, nel Cremonese, contro la Amatori Sabbioni, è finita 0-0. Domani 22 febbraio avrebbe dovuto giocare al Comunale di Somaglia contro l’Oratorio Cremosano, ma la partita è stata rinviata. Così come almeno altre 40 gare nei campionati dei dilettanti e giovanili.

La Asst di Crema ha invitato i giocatori della Picchio di Somaglia a restare in casa, in isolamento volontario, almeno fino al 29 febbraio. Sono circa venti persone, che durante la quarantena saranno controllati dai medici dell’Azienda territoriale sanitaria.

Tra le passioni di M.M. c’è anche il calcetto. Tra i contagiati c’è anche un suo amico con cui ha giocato di recente, figlio del titolare del bar in cui sarebbero rimasti contagiati altri tre, frequentatori del locale. Domenica 9 febbraio, M.M. si era già rivolto al pronto soccorso di Codogno perché aveva la febbre, ma non è stato ricoverato. È successo invece il mercoledì successivo, quando è risultato positivo al test del coronavirus.

Foto in copertina: Maurizio Maule per Ansa

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