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Un altro servizio di TGR Leonardo per parlare di coronavirus e laboratorio con uno studio preprint

Parte il secondo atto dell’utilizzo dei servizi di TGR Leonardo, questa volta uno del 2020 su un tema già spiegato da Open a febbraio

A seguito della circolazione del servizio del 2015 di TGR Leonardo, su uno studio relativo a un coronavirus modificato in laboratorio, è partito il secondo atto usando un nuovo servizio del 2020 dove si parla di uno studio di due ricercatori cinesi sulla presunta origine del virus. Quale? Un laboratorio a poca distanza dal mercato di Wuhan. Di quello studio ne avevamo parlato a Open in un articolo del 17 febbraio 2020 spiegando cosa c’era che non quadrava e qualcosa in più.

L’account bufalaro @RadioSavana condivide il secondo servizio di TGR Leonardo

Il 17 febbraio 2020 alle ore 19:06 spiegavamo che lo «studio» dei due «scienziati cinesi», Botao Xiao e Lei Xiao della South China University, era stato pubblicato su un social network che permette ai ricercatori di caricare i propri lavori, ResearchGate, che non va confuso con una rivista scientifica. Ben prima della pubblicazione dell’articolo di Open, il testo era stato rimosso dalla piattaforma ResearchGate.

Come potete vedere, il documento era dichiaratamente un Preprint e non uno studio validato.

Parliamo, dunque, di un «preprint» che non andava considerato siccome, come sanno bene i ricercatori e divulgatori scientifici, deve passare la peer-review affinché possa essere preso minimamente in considerazione, ma altrettanto questa peer-review non deve essere fatta da una rivista predatoria dove in alcuni casi basta pagare per poter essere accettata. Ne sappiamo qualcosa, in passato qualcuno era riuscito a farsi pubblicare da una rivista scientifica di nome MedCrave uno studio basato su Star Wars.

Uno degli utenti che ha proposto il servizio del 17 febbraio 2020.

Il testo pubblicato da Botao Xiao e Lei Xiao si basa sulla presenza di un laboratorio a circa 280 metri dal mercato di Wuhan e riporta due episodi riportati in un articolo del Changjiang Times del 2017 e in uno del Thepaper del 2019, entrambe testate web. Il tutto, dunque, è una proposta alternativa basata su elementi presi online, inoltre non era riportato alcuno studio sul genoma del nuovo coronavirus che potesse provare minimamente le opinioni dei due autori.

Per chi vuole approfondire può leggere l’articolo di Open del 17 febbraio 2020.

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