Migranti, Alarm Phone: «78 persone soccorse da un mercantile. Servono cure, Malta non assegna un porto»

Nel frattempo un ex peschereccio con 56 migranti salvati a bordo è ancorato da tre giorni fuori delle acque territoriali maltesi

Continua l’allerta di Alarm phone sulla barca di migranti che li ha contattati ieri sera, nella zona Search and Rescue (Ricerca e Soccorso) di Malta. 78 persone sono state soccorse dalla nave Mercantile Marina e sono lì a bordo, dopo che l’allarme per un barchino in difficoltà con una novantina di persone era stato lanciato stamane: dovrebbe trattarsi della stessa imbarcazione.


Il centro di coordinamento e soccorso maltese, denuncia Alarm phone, tace. «Abbiamo ricevuto conferma che 78 persone sono a bordo della nave mercantile Marina, che attende indicazioni da Rcc Malta – scrivono su Twitter – Il governo maltese può ancora decidere di non violare il diritto del mare e rispettare l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951 sul non-refoulement».

Malta e Italia, prosegue sempre su Twitter Alarm Phone, «stanno rifiutando un porto sicuro» alle persone soccorse. E ancora, in serata: «Sono passate molte ore e le 78 persone sono ancora sul mercantile Marina. Sta scendendo la notte e necessitano acqua e cibo. Alcune necessitano cure mediche! Mrcc Roma ci dice che il governo maltese è responsabile di offrire un porto sicuro».

Il braccio di ferro con l’Ue

Nel frattempo c’è un barcone turistico (un ex peschereccio di 34 metri, senza cabine, della società Captain Morgan) con 56 migranti salvati a bordo ancorato da tre giorni fuori delle acque territoriali maltesi. E lì resterà, a 13 miglia dalla costa, finché altri Stati dell’Unione Europea non ne chiederanno la ricollocazione, scrive il Times of Malta online citando «fonti vicine al governo» che lanciano un duro messaggio a Bruxelles. «Una soluzione temporanea», ma dichiarano le fonti citate che «purtroppo stiamo andando da una soluzione temporanea all’altra».

In passato – hanno aggiunto le fonti di governo – ci sono state occasioni in cui altri Stati europei hanno offerto di assumersi parte del fardello accettando alcune dei migranti che arrivavano sulle nostre coste. Dopo di che le stesse cose sono tornate a ripetersi e noi abbiamo dovuto elemosinare l’aiuto di qualcuno. Dobbiamo smettere di chiedere elemosine, serve un meccanismo appropriato».

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