Coronavirus, l’Oms dà ragione agli scettici e blocca i test sull’idrossiclorochina: dubbi sulla sicurezza. Trump: «L’ho presa e sono ancora qui»

Se assunta nel trattamento del Covid-19 non solo sarebbe inefficace ma addirittura potrebbe rivelarsi dannosa. L’uso del farmaco continua a essere un tema molto divisivo

Tra entusiasti e scettici, in uno scenario ricco di dubbi e diverse scuole di pensiero, arriva una prima certezza dall’Organizzazione mondiale della sanità: la decisione di sospendere i test sull’uso della idrossiclorochina per il trattamento dell’infezione da Coronavirus, perché la sostanza desta «preoccupazione rispetto alla sicurezza» per la salute di chi la assume. È la prima volta che l’Oms dà un indirizzo così netto rispetto all’uso del farmaco antimalarico per il trattamento del Covid e chissà qual è stata la circostanza particolare che ha spinto l’organizzazione a bloccare temporaneamente tutti gli esperimenti clinici sull’uso dell’idrossiclorochina in corso con i suoi partner in diversi Paesi, tra cui anche l’Italia.

Fatto sta che la presa di posizione arriva dopo la pubblicazione sulla rivista Lancet, lo scorso venerdì, di uno studio in base al quale l’assunzione di clorochina e dei suoi derivati (come l’idrossiclorochina, appunto) nel trattamento del Covid-19 non solo sarebbe inefficace ma addirittura potrebbe rivelarsi dannosa. Le conclusioni alle quali giunge lo studio sono state subito giudicate «confuse» dall’infettivologo francese Didier Raoult – tra i primi a usare l’idrossiclorochina e a evidenziarne l’efficacia contro il Covid – che si è affrettato a dire che andrà comunque avanti seguendo questo metodo nell’ospedale per le malattie infettive di Marsiglia dove esercita.

Ma il tema è più che mai divisivo da ormai molte settimane. Basti ricordare la ferocia con cui il presidente Usa Donald Trump rispose alla speaker della Camera Nancy Pelosi quando lei si permise di consigliarli di evitare di assumere la idrossiclorochina, non essendo approvata dalla scienza («specialmente nella sua fascia di età e nella sua categoria di peso»). Il capo della Casa Bianca andò su tutte le furie e l’apostrofò «donna malata, con problemi mentali» e tornò a ribadire che per lui e per il suo medico «i potenziali benefici del trattamento superavano i relativi rischi».

EPA/JIM LO SCALZO | Donald Trump

Intanto avanza il fronte degli scettici. A sollevare diverse perplessità di recente anche il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini: «Sull’efficacia sappiamo poco, sui possibili danni e assenza di sicurezza in alcuni limitati sottogruppi di pazienti siamo abbastanza sicuri», aveva detto. Tre settimane fa gli ospedali universitari di Losanna (Chuv) e Ginevra (Hug) hanno smesso di somministrare idrossiclorochina ai malati di Covid-19, e non solo per la mancanza di prove scientifiche che dimostrino miglioramenti nel trattare i casi di infezione da Coronavirus.

«Fin dall’inizio, siamo stati prudenti nell’uso di questo farmaco. E non lo abbiamo mai somministrato in modo preventivo», ha detto Oriol Manuel, medico del servizio Malattie infettive del Chuv. Stando a diversi studi più recenti, anche precedenti a quello pubblicato su Lancet – l’idrossiclorochina e la colorochina avrebbero addirittura aumentato la mortalità dei pazienti ricoverati per il Covid-19. Trump ha ironizzato: «Ho terminato la mia cura a base di idrossiclorochina e sono ancora qui», ma intanto l’Oms ha bloccato tutti i test per ragioni di sicurezza.

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