Avevano truffato 1.400 fan di Vasco Rossi, rimbalzati al concerto per i biglietti falsi

I sei indagati avevano creato una struttura per la vendita online di ticket attraverso siti “clone”

Arrivati ai varchi dei concerti di Vasco Rossi, 1.400 fan si sono visti negare l’accesso: il codice del loro ticket risultava inesistente e nessuno steward era in grado di dare una spiegazione. Niente spettacolo, niente rimborso: è la truffa che ha riguardato il tour Non stop live 2018 del rocker italiano e che ha fatto partire le indagini delle forze di polizia.

Dopo il grandissimo evento del Modena Park del 2017, Vasco Rossi aveva ripreso l’attività concertistica con un tour da 10 tappe per un totale di 455.000 spettatori. Sarebbero stati 1.400 in più se le vittime della frode non fossero stati ingannati da siti con nomi simili a quello di rivendita ufficiale, vivaticket.com, gestito dalla società bolognese Best Union Company Spa.

Il biglietto falso, una volta acquistato, arrivava a casa tramite corriere, ma al momento della verifica ai varchi di accesso, il qrcode risultava inesistente. È stata la stessa società autorizzata a vendere i biglietti per l’artista di Zocca a denunciare l’accaduto alla Polizia postale.

Gli investigatori hanno rintracciato otto siti “cloni”, costruiti in modo da replicare fedelmente quello ufficiale di Vivaticket. La frode, complessivamente, si aggira su una cifra che va oltre il mezzo milione di euro. Gli introiti illeciti finivano sui conti di due prestanomi: un sessantunenne di Albignasego ed un quarantatreenne moldavo residente a Fontaniva.

Sei le persone indagate in totale. I malviventi, nel tentativo di far scomparire le tracce del denaro, operavano vari trasferimenti di denaro da un conto corrente all’altro e riciclavano il provento dell’attività in criptovaluta Bitcoin. L’analisi dei flussi finanziari e le evidenze probatorie hanno consentito di identificare in due giovani insospettabili professionisti della provincia di Sassari gli ideatori della truffa.

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