Il mistero di Mario Paciolla, l’italiano morto in Colombia: i tagli sui polsi e i dubbi dei familiari

Nell’ultimo periodo era pieno di timori e inquietudini. Il 20 luglio sarebbe rientrato nella sua Napoli: aveva già comprato il biglietto aereo

Mario Paciolla è stato trovato morto due giorni fa nella sua casa in Colombia, Paese in cui si trovava per lavorare come collaboratore dell’Onu. Aveva 33 anni, una laurea in Relazioni internazionali, e questa era la sua prima missione internazionale con le Nazioni Unite. La sua morte ha subito destato sospetti: inizialmente si era ipotizzato il suicidio, poi le autorità hanno cominciato a indagare per omicidio.

Nell’ultimo periodo era pieno di timori e inquietudini: a riferirlo è la madre del ragazzo, Anna Motta. Il 20 luglio sarebbe rientrato in Italia, aveva già comprato il biglietto aereo. «Mi sento sporco – le aveva confidato – ho voglia di lavarmi nel mare di Napoli». E, invece, mercoledì lo hanno trovato morto a casa con tagli ai polsi.

Il progetto in cui era inserito riguarda la pacificazione interna tra governo locale ed ex ribelli delle Forze armate rivoluzionarie colombiane. Per questo motivo si indaga sulla sua attività lavorativa visto che, proprio pochi giorni fa, aveva accompagnato il sindaco di San Vicente e il governatore della regione di Caquetà in alcuni villaggi del luogo per incontrare ex guerriglieri pronti ad aderire al programma di pacificazione. Intanto parenti e amici del giovane volontario hanno lanciato una petizione su Change.org per chiedere chiarezza su quello che è successo.

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