Piacenza, orgia nella stanza del comandante. Festa con grigliata a Pasqua durante il lockdown. I vicini: «Sembrava un Luna Park»

«Totale disprezzo per i valori della divisa indossata dagli indagati», ha scritto il Gip

Nella pentola di illegalità scoperchiata dalla magistratura a Piacenza, uno degli episodi probabilmente più odiosi risale alla scorsa Pasqua. Mentre in Italia milioni di persone rispettano il lockdown imposto dalla pandemia di Coronavirus, privandosi della vicinanza dei propri affetti, uno dei carabinieri arrestati organizza una festa a casa sua invitando, in barba a ogni regola e senso di responsabilità, altre persone. Grigliata e musica a tutto volume, «sembrava di essere al Luna Park», racconta un vicino a La Repubblica.

Festa e grigliata a Pasqua

Ma dalle indagini della Procura di Piacenza emerge tutto il senso di onnipotenza, impunità, condito da una abbondante dose di omertà, dei militari arrestati. Proprio durante la bisboccia pasquale una vicina chiama il 112 per segnalare cosa sta accadendo in Via Gragnanino. L’operatore invia una pattuglia, ma quando capisce chi abita in quella villa provvede subito ad avvertire il collega, come riporta il Fatto Quotidiano:

«La pattuglia te l’ho mandata io perché non sapevo che era casa tua» …omissis… dice l’operatore che poi prosegue: «Allora, ha chiamato una signora, che presumo che sia una vicina di casa, che è anonimo. Quando io le ho chiesto il nome, ho detto: Ma lei come si chiama?, fa: Eh, no, non glielo posso dire perché abita un tuo collega lì»…omissis… «Mi sembrava un po’ polemica, allora io ho detto: Vabbè, allora, ho detto: Io gli faccio passare la macchina…», …omissis… «gliel’ho mandata (la segnalazione ndr) a (Viene comunicato il nominativo del militare deputato al controllo ndr), gliel’ho detto: Guarda, se possiamo fare a meno, io non ho scritto niente, non ho detto un cazzo a nessuno… omissis…Non ho scritto niente da nessuna parte».

Il militare dall’altra parte ringrazia e l’operatore, ancora, gli rispiega tutto con dovizia:

« Allora a me m’ha detto che c’era una festa con una grigliata, una festa… c’era una festa con… con della gente estranea con una grigliata…omissis…», …omissis… «Comunque non ho scritto niente e non sa un cazzo nessuno». Ai ringraziamenti seguono però delle richieste specifiche, il militare festaiolo vuole saperne di più: «…omissis… voglio sentire la voce, voglio capire un attimo se è la mia vicina, giusto lo sfizio che mi volevo togliere» …omissis…«…, riesci a girarmi il numero?». E l’altro, zelante: «omissis… te la faccio sentire abusivamente non ti preoccupare».

L’orgia in caserma

Non solo festini in pieno lockdown, in spregio ai sacrifici di milioni di italiani, ma anche orge in caserma. Dall’inchiesta emerge infatti che si sarebbe svolto un incontro nell’ufficio del comandante (mentre lui non era presente) con due donne, presumibilmente delle escort, con le quali sono stati consumati rapporti sessuali. Lo scenario, spiega il Gip, è quello di un’orgia dove si era «creato un tale scompiglio che le pratiche erano state sparpagliate a terra».

Il magistrato scrive ancora che «non sono forse ravvisabili reati in simili condotte, ma dalla descrizione traspare ancora una volta il totale disprezzo per i valori della divisa indossata dagli indagati, metaforicamente gettata a terra e calpestata, come quella del loro comandante durante il festino appena rievocato». Dal dialogo tra gli indagati, infatti, risulterebbe proprio che a un certo punto gli indumenti, giacca e cappello, del comandante sarebbero stati gettati a terra.

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