Migranti, Fedriga all’attacco: «Lo stupro di Lignano? Responsabilità politica. Gli stupratori? Vanno castrati»

In un’intervista a La Verità il governatore del Friuli cita la legge Zampa: «una vera e propria assurdità, che ci impone di tenere in Italia dei minori che poi si macchiano dei peggiori reati»

«Sono stata violentata in spiaggia a Lignano». Il racconto della quindicenne che stava festeggiando Ferragosto e, in un momento di solitudine, è stata avvicinata da tre minorenni e violentata, è terribile. La soluzione che propone a la Verità il governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga, è però fuori dall’alveo dei diritti umani: «Sono favorevole alla castrazione chimica». Dopodiché, il rimpatrio.

Nella ricostruzione che fa dell’accaduto, il leghista dichiara: «A oggi sembra che gli aggressori, minori stranieri non accompagnati e con precedenti penali, siano stati portati in “villeggiatura” a Lignano e qui abbiano abusato della ragazza, compiendo così un reato premeditato in quanto il primo ha chiesto alla ragazza di fare una passeggiata, ha abusato di lei e poi ha chiamato i complici», afferma Fedriga.

La soluzione del governatore

«Lo Stato – dice – deve dimostrarsi assolutamente inflessibile di fronte a tanta disumanità e impedire, anche attraverso l’irrogazione di pene esemplari, che simili episodi possano ripetersi in futuro. Per il reato di stupro, voglio dirlo con chiarezza, io sono favorevole alla castrazione chimica».

La responsabilità politica

Fedriga, per quanto successo a Lignano, indica come responsabili «oltre ovviamente i delinquenti» i responsabili della struttura che aveva in carico i tre minori stranieri. Ma per lo stupro «c’è una responsabilità politica – afferma il governatore -. La legge Zampa, ad esempio, che impedisce di rimpatriare i minori. Una vera e propria assurdità, che ci impone di tenere in Italia dei minori molte volte dichiaratisi tali senza esserlo, che poi si macchiano dei peggiori reati».

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