Basilicata, si dimette il presidente dei trasporti condannato per violenza sessuale. De Micheli: «Ora una legge per fermare situazioni analoghe»

Giulio Ferrara, nonostante la condanna definitiva in Cassazione, era stato riconfermato nel suo ruolo lo scorso 20 agosto

Dopo una settimana di polemiche sono alla fine arrivate le dimissioni di Giulio Ferrara da presidente del Cotrab, il Consorzio trasporti Basilicata. Lo scorso 20 agosto infatti Ferrara era stato riconfermato nel suo ruolo, nonostante una condanna in via definitiva della Cassazione per violenza sessuale nei confronti di una dipendente dello stesso Consorzio.

Ferrara ha confermato all’Ansa di essersi dimesso anche da direttore di esercizio della Sita-Sud Trasporti della Basilicata. Dopo la sua conferma era stata immediata la reazione del mondo politico e dell’associazionismo femminile. Oltre 42mila le firme raccolte in una petizione online per chiedere la rimozione di Ferrara dal suo incarico.

De Micheli: «Incredibile aver dovuto chiedere le dimissioni»

Una vicenda che aveva suscitato anche lo sdegno della ministra dei Trasporti Paola De Micheli, che in un post su Facebook si era detta «sgomenta» per la nomina. Dopo le dimissioni, sempre tramite i social, la ministra ha osservato come «la cosa incredibile resta il fatto che sia stato necessario arrivare al punto di chiederle, le dimissioni».

«Non può e non deve accadere in alcun modo che episodi simili si ripetano – ha proseguito De Micheli -. Per questo intendiamo proporre una norma che impedisca che situazioni del genere possano riaccadere. Perché umiliare la dignità delle donne significa umiliare la dignità di ogni singolo essere umano».

Nella lettera in cui comunica le proprie dimissioni, riportata dal sito angeloma.it, Ferrara spiega che «tale decisione scaturisce dalla violenta campagna di stampa a seguito del recente rinnovo della carica. Per la serenità del lavoro da affrontare in questo delicato momento da parte del consorzio – prosegue Ferrara – ritengo la mia decisione la più consona agli interessi del consorzio stesso e delle imprese tutte aderenti».

I fatti in questione si riferiscono all’ottobre 2009, quando Ferrara ha afferrato con forza una dipendente dell’azienda Sita, di cui il presidente del Cotrab era direttore generale, palpeggiandola in più parti del corpo.

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