La Commissione Europea e l’atto di guerra contro le Big Tech: multe fino al 10% del fatturato

di Valerio Berra

Si chiamano Digital Service Act (Dsa) e Digital Market Act (Dma) e sono i documenti che più stanno preoccupando i colossi della tecnologia in queste ore. A partire da Google

La Commissione europoea ha annunciato un nuovo pacchetto di norme per regolamentare il mercato digitale. Norme che (mai come prima) mettono dei paletti sulla libertà di movimento delle Big Tech, i colossi come Google, Facebook e Amazon. I documenti sono due, il Digital Services Act (Dsa) e il Digital Market Act (Dma). E i punti più importante sono quelli sulle multe: le sanzioni per chi viola la norme sulla concorrenza possono arrivare fino al 10% del fatturato annuo. E non solo. Ci sono sanzioni fino al 6% delle entrate globali anche per chi non rimuove contenuti illegali pubblicati dagli utenti.


Le multe però non potranno pagare tutte le infrazioni. Chi andrà contro le regole per almeno tre volte in cinque anni verrà etichettato come recidivo e l’Unione europea potrà «imporre qualsiasi rimedio comportamentale o strutturale proporzionato all’infrazione commessa e necessario per garantire la conformità». Fino ad arrivare alla separazione dei servizi europei di un gruppo rispetto a quelli internazionali. La diffusione di questi documenti della Commissione europea ha preoccupato subito le aziende del settore.

Il primo commento è arrivato da Karan Bhatia, vice presidente di Google per gli affari governativi: «Nei prossimi giorni esamineremo attentamente le proposte della Commissione, ma ci preoccupa che possano essere mirate specificamente a un gruppo ristretto di aziende e rendere così più difficile lo sviluppo di nuovi prodotti a sostegno delle piccole imprese in Europa. Continueremo a sostenere l’introduzione di nuove regole che supportino l’innovazione, aumentino il senso di responsabilità e promuovano la ripresa economica a vantaggio dei consumatori e delle imprese europee».

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Valerio Berra