Su Amazon si potrà vedere la Champions League. E questa non è una buona notizia per il costo del vostro abbonamento

di Valerio Berra

Dopo aver ottenuto i diritti tv della Nfl negli Stati Uniti e del Roland Garros in Francia, ora Amazon ha 16 partite dai gironi fino alle semifinali, comprese quelle delle squadre italiane. E tutte verranno trasmesse agli abbonati Prime

Le 16 migliori dirette della Champions League. Amazon ha messo a segno un colpo nel mondo dei diritti televisivi che fino a un paio di anni fa si poteva solo immaginare. L’azienda di Jeff Bezos ha acquistato per tre stagioni, a partire dal prossimo anno, i diritti per trasmettere 16 match di Champions League: nelle partite ci sarà sempre una squadra italiana e se una di queste squadre supererà le qualificazioni i diritti acquisiti varranno fino alle semifinali. Un nuovo passo avanti per il settore del calcio in streaming dopo l’esordio di Dazn nel 2018, la piattaforma che per prima in Italia ha acquistato un pacchetto di partite della Serie A.


Oltre alle partite di Champions League, nell’accordo firmato da Amazon c’è anche la Supercoppa Uefa, la partita che si gioca fra la squadra che vince l’Europa League e quella che porta a casa la Coppa dalle Grandi Orecchie. Rimangono fuori tutte le altre 121 partite, che probabilmente verranno trasmesse su Sky. L’accordo sarà valido per tre stagioni, a partire da quella 2021-2022. I diritti per la finale di Champions sono stati acquistati invece sia da Mediaset che da Sky.

La lunga marcia di Bezos nello sport

Non è certo la prima volta che Amazon si lancia nel mercato dei diritti tv del mondo dello sport. Anzi. Negli Stati Uniti ha un rapporto ormai consolidato con la Nfl, la National Football League. Un rapporto che è iniziato nell’aprile del 2017 quando per 50 milioni di dollari l’azienda di Bezos ha acquistato 10 partite del campionato di football americano. E nel mercato europeo le stesse dinamiche si sono ripetute per le partite di calcio.

È successo nel Regno Unito, dove nel dicembre 2019 Amazon ha acquistato per 105 milioni di euro 20 partite della Premier League. Tra queste c’erano anche quelle del Boxing Day, gli incontri che da tradizione si disputano il 26 dicembre. Ed è successo anche in Francia. Qui Amazon è riuscita ad acquistare i diritti del Roland Garros, dopo 27 anni che veniva trasmesso da Eurosport.

In Germania è stato anticipato quello sta succedendo in Italia in questi giorni: nel dicembre 2019 Amazon ha acquistato un pacchetto di 20 partite di Champions League ogni anno a partire dalla stagione 2021-2024. Il costo? 100 milioni di euro all’anno. Qui però Bezos era già riuscito a mettere un piede nel campo da calcio: prima di stringere l’accordo per la Champions aveva già i diritti audio della Bundesliga.

Il rincaro dei costi di Amazon Prime

Amazon Prime è sbarcato in Italia nel 2011. Già attivo dal 2005 negli Stati Uniti, l’unico servizio degno di nota che offriva la sottoscrizione di un abbonamento annuale ad Amazon era quello sulle spedizioni: nessun costo aggiuntivo sui pacchi meno costosi e consegne in tempi più brevi. Con gli anni però Amazon Prime si è arricchito sempre di più di servizi accessori, tanto che ora i vantaggi sulle spedizioni non sono più al centro dell’offerta.

Nel 2014 è stato annunciato Prime Music mentre nel 2016 è arrivato Prime Video che ha cominciato subito a investire nella produzione di serie tv originali, non ultima quella sul Signore degli Anelli. (Sarà la volta buona in cui vedremo Tom Bombadil su uno schermo?). Prima o poi gli investimenti vanno monetizzati, ed è per questo che l’arrivo delle partite di calcio potrebbe far lievitare ancora i costi di Prime.

In Italia ci sono stati già due scatti: nel 2015, quando è passato da 9,99 euro all’anno a 19,99 euro, e nel 2018, da 19,99 euro a 36 euro. I clienti Prime italiani possono ritenersi anche fortunati, visto che i costi della tariffa in Europa sono molto più alti. Nel Regno Unito arriva a 87 euro all’anno, in Germania 69 euro e in Francia 49 euro. Fino al 2018 negli Stati Uniti per avere Prime bisognava spendere 99 dollari all’anno, poco più di 80 euro. Poi, anche lì, è arrivato il rincaro. Ora costa 119 dollari: 97 euro circa.

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Valerio Berra