Sette buone ragioni per regalare uno smartphone pieghevole

in collaborazione con Samsung

Non sono più prototipi. Ora la tecnologia degli schermi pieghevoli è matura e forse è arrivato il momento di mettervene uno in tasca

È difficile prevedere dove andrà il mercato della tecnologia e in particolare quello degli smartphone. Il cellulare più venduto nel 2000 aveva uno schermo in bianco e nero, un display con una risoluzione da 96×65 pixel e una batteria (forse questa è un po’ rimpianta) in grado di garantire autonomia per 270 ore. Sette anni dopo i primi smartphone cominciavano a entrare nelle nostre tasche, tozzi, con fotocamera da pochi Mp e una batteria che cominciava presto a far perdere le sue tracce. Col tempo questi dispositivi sono diventati molto simili: rettangoli che da una parte avevano uno schermo esteso fino ai bordi e dall’altra un comparto di fotocamere. Un’omologazione delle forme sempre più chiara, fino al 2018, quando sono arrivati sulle bacheche social di tutti gli appassionati di tecnologia i primi scatti di smartphone pieghevoli.


Il primo modello di smartphone pieghevole ad essere lanciato sul mercato e commercializzato in tutto il mondo è stato il Samsung Galaxy Fold. Nel febbraio 2019, con una conferenza stampa in contemporanea tra Londra e S. Francisco, la casa di produzione sudcoreana ha annunciato l’arrivo di un modello con uno schermo in grado di chiudersi e aprirsi. Con un click, uno smartphone dalle dimensioni normali si trasforma così in un tablet da 7,3 pollici. E questa è una rivoluzione che vale la pena intercettare. Almeno per sette motivi.

1. Una tecnologia matura

Non è facile ingegnerizzare uno schermo pieghevole. E soprattutto non è facile creare uno schermo che sia in grado di durare nel tempo. Nonostante le centinaia di aperture. Negli ultimi due anni Samsung è stata in grado di imporsi nel mercato dei foldable con il suo Infinity Flex Display, uno schermo costruito con polimeri di plastica e protetto da un Ultra Thin Glass che riesce a mantenere la risoluzione di un Amoled. Uno schermo dinamico, che è in grado di aprire diverse versioni di questa tecnologia.

SAMSUNG | Galaxy ZFlip 5G

2. Non esiste solo un pieghevole

Esistono due filosofie di pieghevoli. Ci sono quelli che si richiudono su loro stessi per consentire al dispositivo di avere dimensioni più ridotte e ci sono quelli che invece si aprono sul lato più lungo per trasformare lo smartphone in un tablet. Nella linea Galaxy di Samsung sono presenti tutti e due: c’è il Galaxy ZFlip 5G che permette di avere un display da 6,7 pollici in un dispositivo che chiuso misura 87 mm e c’è il Galaxy ZFold 2 che aperto riesce ad arrivare a 7,6 pollici. Scegliete voi cosa preferite: uno smartphone che sta comodamente in una pochette o un tablet da tenere sempre in tasca.

3. Effetto Wow

Senza rievocare reperti ancestrali,
negli ultimi anni i telefoni hanno cominciato a prestare sempre più
attenzione al lato del design. Che siano i colori del retro, i bordi
dello schermo o la disposizione delle fotocamere, è diventato sempre
più difficile ritrovarsi in tasca uno smartphone che pensa solo
all’hardware senza studiare meglio come organizzare le sue linee. Con
i pieghevoli però si fa un passo in più: una tecnologia di questo
tipo sembra arrivata da un futuro ancora lontano. Come dice Matt
Beale: «Il design significa rendere le cose buone (e quindi
migliori) e giuste (e fantastiche) per le persone che le usano e le
incontrano».

SAMSUNG | Galaxy ZFlip 5G

4. Prestazioni da top di gamma

Quando si guarda a uno smartphone
pieghevole spesso ci si ferma a valutare solo lo schermo. Le sue
prestazioni passano in secondo piano. Scorrendo la scheda tecnica dei
pieghevoli di Samsung si legge perchè questi dispositivi
meriterebbero di essere messi nella letterina a Babbo Tech anche solo
per tutte le caratteristiche dell’hardware.

Sia per il modello Galaxy ZFlip 5G che per il modello Galaxy ZFold 2 si parla infatti di dispositivi con una Ram da 8 Gb, memoria fissa da 256 Gb, capacità di connettersi alla rete 5G e un comparto di fotocamere in grado di competere con tutti gli altri smartphone della stessa fascia di prezzo. Insomma, dentro questi pieghevoli non c’è solo uno schermo di polimeri ma anche il meglio delle tecnologie offerte dal mercato tecnologico.

SAMSUNG | Galaxy ZFold 2

5. A prova di polvere

Fra le sfide più importanti di uno
smartphone pieghevole c’è la sicurezza del meccanismo che protegge
la chiusura. Questa cerniera ha un ruolo molto delicato: deve essere
abbastanza sicura da impedire alla polvere di entrare e allo stesso
tempo deve permettere allo schermo di piegarsi in modo morbido, senza
forzare troppo i materiali con cui è realizzato. I nuovi modelli di
smartphone, con due meccanismi totalmente diversi, sono in grado di
resistere di più alla polvere.

6. Batterie con intelligenza artificiale

Certo l’autonomia di 270 ore (in modalità stand by) è ancora lontana da raggiungere, eppure la batteria resta uno dei fattori su cui gli smartphone pieghevoli si stanno concentrando di più. Il Samsung Galaxy ZFold 2 ha due batterie che lavorano insieme per garantire un’unica fonte di alimentazione da 4.500 mAh. Una potenza di fuoco in grado di reggere fino a sera, visto che è combinata con un sistema di intelligenza artificiale che studia l’andamento dello smartphone per regolare meglio la sua alimentazione. La stessa dinamica entra in gioco anche nello ZFlip 5G: le due batterie installate sul dispositivo offrono una capacità da 3.300 mAh.

SAMSUNG | Galaxy ZFold 2

7. Multitasking e Selfstanding. A ogni design i suoi pregi

Il Galaxy ZFold 2 il Galxy ZFlip 5G hanno caratteristiche proprie del loro design. I due schermi dello ZFold 2 permettono di lavorare anche con tre app nello stesso momento. Un multitasking da usare non solo durante le sessioni di lavoro ma anche la sera, finite le ore in ufficio e università. Senza cambiare schermo infatti è possibile guardare un film in streaming e nello stesso tempo commentarlo nelle chat con gli amici. La disposizione delle telecamere dello ZFlip 5G consente invece di avere uno smartphone in grado di rimanere fermo su sé stesso senza nessun supporto. Basta piegarlo e appoggiarlo per realizzare video e autoscatti perfettamente stabili.

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