La mappa dei colori ribaltata dopo un anno di pandemia, da lunedì Sud ancora in lockdown: chi riapre con le nuove regole

Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise ma anche Valle d’Aosta gli unici territori che potrebbero rimanere in rosso. A decidere saranno i dati della Cabina di Regia diffusi nella giornata di domani

È un’Italia che torna a respirare quella delineata dal nuovo decreto Covid approvato ieri in Consiglio dei ministri. Fra tutte le decisioni, il ripristino della zona gialla è quella che stravolgerà la mappa del Paese, con almeno 11 Regioni che potranno passare nella fascia più bassa di rischio contagi. A decidere saranno i dati settimanali che la Cabina di Regia diffonderà domani, come ogni venerdì, e che daranno ufficialmente il via libera alla possibilità di ordinanze colorate di giallo. Da lì il passo per fondamentali riaperture sarà breve. Dal 26 aprile tutti i territori con dati da zona a basso rischio potranno non solo riaprire scuole e permettere spostamenti fuori regione, così come succederà anche in zona arancione e rossa, ma anche tenere aperti ristoranti e bar all’aperto a pranzo e a cena. Cinema, teatri, sale concerto e pub riprenderanno vita, con piscine e palestre che dovranno invece aspettare il 15 di maggio. E mentre il tema del coprifuoco, per ora mantenuto dalle 22 alle 5, accende il dibattito tra le parti politiche, l’andamento delle somministrazioni di vaccino anti Covid sarà uno dei criteri per decidere su ogni colore di rischio.


Mezza Italia in giallo

Secondo l’andamento della curva epidemiologica della settimana che sta per terminare sarebbero undici le Regioni con numeri da zona gialla. Si tratta di Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto, Province autonome di Trento e di Bolzano. Una mappa totalmente ribaltata rispetto alle riaperture di un anno e mezzo fa con un Nord blindato in rosso. Dal 16 aprile le Regioni che potrebbero rimanere in arancione sono Molise, Calabria e Sicilia, mentre non riusciranno a schiodarsi dal rosso Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta.


Due criteri decisivi

Oltre a Rt, tasso di incidenza e i 21 indicatori presi in esame dall’Istituto superiore di sanità, questa volta sarà anche l’andamento della campagna vaccinale a decidere sul livello di rischio delle Regioni. Insieme al numero di somministrazione e le categorie di popolazione coperte dal vaccino anti Covid, il ministero della Salute prenderà in considerazione un secondo dato fondamentale, al momento tra i più preoccupanti registrati dal monitoraggio e cioè la saturazione degli ospedali. Con un numero di ricoveri in area medica sopra la soglia consentita, al 41% e una terapia intensiva poco più bassa al 39%, la scorsa settimana lo scenario era ancora da migliorare. Dai dati dell’ l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornati al 20 aprile, risulta che 11 Regioni insieme alla Provincia Autonoma di Trento, registrano un tasso di saturazione dei reparti di terapia intensiva al di sopra della soglia del 30% fissata dal Ministero della Salute.

Pronti a rientrare 7,6 milioni di studenti

Una della riaperture più generose decise dal governo è quella della scuola. Dal 26 aprile rientrerà in classe, in presenza e non più virtualmente, l’89,5% degli studenti par a 7,6 milioni circa. Secondo le stime della rivista specializzata Tuttoscuola, in base alla capienza degli istituti e al colore delle Regioni, il numero potrebbe raggiungere tra i 7 e gli 8 milioni e 500 mila, arrivando fino al 100% dell’intera popolazione scolastica delle scuole statali e paritarie. Il grado di istruzione più variabile potranno essere le superiori: se in zona rossa dovrà essere permesso non più del 75% di didattica in presenza, se in arancione la percentuale scende al 70%, fino al 100% nelle situazioni sarà possibile garantire il massimo rispetto delle norme anti Covid, in primis quella del distanziamento in classe.

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