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«Vi brucerei nei forni…». Le telefonate anonime a una 18enne, lei lo invita al corteo per il ddl Zan: «Non so se questa malattia è trasmissibile» – Il video

La ragazza, dopo aver provato invitare lo sconosciuto a una manifestazione in sostegno del ddl Zan, si è sentita rispondere: «Non so se questa malattia è trasmissibile»

«Io non ti ho fatto niente», «Beh, esisti». È questo uno dei tanti messaggi di odio arrivati a una ragazza di Bari, perseguitata per giorni da uno sconosciuto con insulti e attacchi omofobi. «Morite, depravati, vi brucerei nei forni», ha scritto un ragazzo alla 18enne. «Fate schifo, suicidatevi, tutti nelle camere, bruciati». La denuncia è stata raccolta dall’associazione locale Mixed Lgbti. Un video che raccoglie uno scambio tra la ragazza e un odiatore è stato pubblicato sulla pagina Facebook della stessa organizzazione. Per giorni, racconta l’associazione, la ragazza è stata presa di mira da un account anonimo. «L’ha bersagliata di insulti e chiamate insistenti a tarda sera. Perché? Unicamente per farla sentire sbagliata a causa del suo orientamento sessuale», scrive l’associazione.


«Io non ti ho fatto niente», dice la ragazza nella chiamata registrata. «Beh, esisti», risponde il ragazzo. «Comunque esiste soltanto maschio e femmina, le altro sono solo depravazioni mentali», continua il ragazzo. Durante la chiamata, la 18enne provato a invitare lo sconosciuto alla manifestazione del 15 maggio a Bari in sostegno del ddl Zan. Ma la risposta è questa: «Non so se questa malattia è trasmissibile». «Io ho un bel rapporto con la mia famiglia e ho risposto bene – ha raccontato la ragazza – Qualcun altro non so come avrebbe potuto reagire a così tanto odio».


Credits video: Facebook/ Mixed Lgbti

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