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Tasse più basse alle ragazze che scelgono facoltà tecniche? Pillon contro l’Università di Bari: «Le femmine più propense a materie dell’accudimento, come ostetricia»

La formula dell’ateneo punta ad alzare la percentuale di studentesse lì dove il rapporto tra i due sessi è troppo sbilanciato

«Le femmine hanno una maggiore propensione per materie legate all’accudimento, come per esempio ostetricia». Simone Pillon ieri, 26 maggio, ha criticato la decisione dell’Università di Bari di concedere sconti alle studentesse che decidano di iscriversi a corsi dove il tasso di presenza femminile è inferiore al 30%. L’ateneo, si legge in un post pubblicato su Facebook dal senatore, spinge per far iscrivere ragazze a corsi di laurea tipicamente frequentati in prevalenza dai ragazzi. «È naturale che i maschi siano più appassionati a discipline tecniche, tipo ingegneria mineraria per esempio. Poi il riferimento alle donne e la loro naturale propensione all’accudimento. Questo però non sta bene ai cultori del Gender, secondo i quali ci devono essere il 50% di donne nelle miniere e il 50% di uomini a fare puericultura».


L’Università di Bari ha pensato di coinvolgere di più le ragazze per poter riequilibrare il «peso» degli iscritti maschi. «Ovviamente ognuno è libero, e ci sono le sacrosante eccezioni, ma è naturale – ribadisce Pillone – che le ragazze siano portate verso alcune professioni e i ragazzi verso altre. Imporre ai maschi di pagare più delle femmine per orientare la libera scelta di un percorso universitario è un modo di fare ideologico, finalizzato a manipolare le persone e la società». E ha poi concluso: «La cosa divertente è che proprio sulla base della stessa ideologia Gender, orgogliosamente propugnata dal ddl Zan, agli studenti maschi basterà autopercepirsi come femmine per i pochi minuti necessari all’atto dell’iscrizione per poter beneficiare legalmente dello sconto. Già Manzoni insegnava che più le regole sono idiote, più è facile aggirarle. Ps: Chissà cosa ne pensa il ministro. Proverò a chiederglielo».


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