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Festa del 2 giugno, Mattarella per i 75 anni della Repubblica: «Il bene comune è più importante dei particolarismi»

Il capo dello Stato: «La vocazione dell’Italia è il multilateralismo». E ricorda Carla Fracci

È iniziato con un omaggio a Carla Fracci il discorso di Sergio Mattarella in occasione del concerto che ha aperto le celebrazioni del 2 giugno. «Desidero ricordare, in questa occasione, una grande figura della cultura italiana», ha dichiarato il presidente della Repubblica, a proposito dell’étoile italiana morta il 27 maggio scorso. Mattarella ha poi proseguito evidenziando che «il progresso realizzato dalla Repubblica Italiana in questi settantacinque anni è stato straordinario. Ci ha accompagnato una condivisione di valori e di prospettiva con le numerose nazioni con cui abbiamo cooperato». Alla luce di questo, e della vocazione italiana al multilateralismo, il capo del Quirinale ha dichiarato che la concezione di un bene comune, più importante di ogni «particolarismo», «ci ha portato ad essere convintamente parte della Unione Europea, elemento imprescindibile della nostra stessa identità nazionale».


Guardando alla pandemia di Coronavirus, Mattarella ha osservato come l’ultimo anno di emergenza sanitaria abbia «reso evidente la profonda interdipendenza dei destini dei nostri popoli: soltanto efficaci forme di coordinamento si sono dimostrate utili per contrastarla e sconfiggerla». Nel suo discorso, Mattarella ha inoltre ricordato che la nascita della Repubblica italiana nel 1946 segnò anche un nuovo inizio: «La edificazione di una casa comune, basata sulla libera sottoscrizione di un patto di cittadinanza da parte dei cittadini e, per la prima volta, delle cittadine. Sulle macerie il popolo italiano, i popoli d’Europa, i popoli del mondo, si proposero di non ripetere gli errori del passato. Non sempre vi siamo riusciti», ha detto il presidente della Repubblica. «Ma la spinta – ha concluso – alla rinuncia della guerra, come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, è stata allora, e rimane, robusta e forte. È un disegno incompiuto, per il quale moltiplicare gli impegni comuni. Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica Italiana».


Immagine Copertina: Credits/Quirinale

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