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Un bimbo si chiude le dita nella porta all’asilo: avviso di garanzia alla sindaca di Crema. I primi cittadini in rivolta: «Siamo tutti indagati»

Il caso di Stefania Bonaldi fa insorgere l’Anci. Duri i commenti di Sala, Gori e Raggi

«Insieme a Stefania siamo a tutti indagati, se lo Stato non cambia regole ci costituiremo parte civile», a parlare sono i sindaci dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che attraverso il presidente Antonio Decaro si schierano dalla parte della sindaca di Crema Stefania Bonaldi. L’avviso di garanzia arrivatole dopo che un bambino di un asilo della città si è chiuso due dita nei cardini di una porta taglia fuoco ha stupito e indignato gran parte dei suoi colleghi. «Quanto successo alla sindaca di Crema è l’ennesima testimonianza di quello che l’Anci e tutti i sindaci italiani stanno denunciando ormai da tempo» ha continuato il presidente di Anci e sindaco di Bari. «Non è nostra abitudine contestare le attività della magistratura né metterne in discussione le scelte ma lo Stato deve metterci nelle condizioni di fare il nostro lavoro serenamente. Così non è più possibile andare avanti».


L’episodio dell’incidente al bambino risale allo scorso ottobre, mentre è del 3 giugno l’avviso di garanzia per «contestata violazione della delibera di giunta di Regione Lombardia del marzo 2020» come ha spiegato la stessa Bonaldi a la Repubblica, «relativa agli asilo nido in cui gli elementi costruttivi, gli arredi e le attrezzature compresi i giochi, devono avere le caratteristiche antinfortunistiche». «Nel merito ritengo di avere ampie motivazioni per contestare quanto mi viene addebitato ma di questo discuterò nelle sedi opportune» continua Bonaldi raccontando il senso di avvilimento provato nel momento della consegna dell’avviso. «Ero al municipio, stavo distribuendo la Costituzione ai ragazzi delle scuole come facciamo da anni. Tra un gruppo e l’altro si è presentato un carabiniere. Tu sei lì, un rappresentante istituzionale dello Stato che stai dicendo agli studenti quanto è bella la nostra Costituzione e dallo stesso Stato ti senti tirato per la giacchetta». 


Sala, Gori e Raggi: «Così non si può andare avanti»

A commentare la vicenda anche il sindaco di Milano Beppe Sala esprimendo vicinanza per quanto accaduto a Bonaldi. «Io sono tra i sindaci che dicono che così non si può andare avanti. Mi pare che ci sia un largo consenso su questo e mi aspetto che ci sia anche qualche azione decisa da parte dei sindaci». Su Twitter il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha scritto: «Avviso di garanzia a Stefania Bonaldi, sindaca di Crema, perché un bambino dell’asilo si è chiuso due dita nel cardine di una porta tagliafuoco, senza conseguenze permanenti. L’accusa: avrebbe dovuto impedire che la porta si chiudesse automaticamente. Ma si può andare avanti così?». A stretto giro anche il commento di Virginia Raggi: «Solidarietà a Stefania Bonaldi» ha scritto su Twitter. «Serve più chiarezza sulle nostre responsabilità per evitare il blocco dell’azione amministrativa. Noi sindaci sempre in prima linea».

Decaro: «L’Italia resterà un Paese senza sindaci»

A proposito di azioni concrete invocate dai singoli sindaci il presidente dell’Anci Decaro incalza: «Se non è stato sufficiente un accorato appello al Governo e al Parlamento, sottoscritto da quasi 4 mila sindaci italiani, vorrà dire che sfileremo con le nostre 8 mila fasce, costituendoci “parte civica”, nell’aula di tribunale dove la sindaca di Crema dovrà forse presentarsi per difendersi da questa accusa». E aggiunge: «Prima o poi qualcuno dovrà rispondere quando l’Italia resterà un Paese senza sindaci».

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