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Stanziato un fondo da 14,5 milioni di euro per accompagnare arte e cultura fuori dall’emergenza Covid

07 Luglio 2021 - 11:03 Redazione
Dopo aver collezionato sold out in tutto il mondo, a grande richiesta il Red Bull Flyng Bach torna in Italia, dopo quattro anni, per cinque appuntamenti che vedranno ancora una volta fondere, in un unico show, passato e presente a colpi di danza. La breakdance, rappresentata dai Flyng Steps, la crew campione del mondo, incontrerà I passi di danza della ballerina Virginia Tomarchio (ex vincitrice Amici 14), sulle note della musica del compositore e musicista Johann Sebastian Bach. Queste le date in programma: l'1 ottobre a Milano (Teatro degli Arcimboldi), il 5 ottobre a Torino (Teatro Colosseo), l'8 ottobre a Firenze (Teatro Verdi),il 4 novembre a Trieste (Teatro Rossetti) e il 6 novembre a Roma (Auditorium Conciliazione). Con la direzione artistica di Vartan Bassil e Christoph Hagel i ballerini hanno dimostrato che la breakdance e la musica del celebre compositore tedesco possono fondersi. La performance, unica nel suo genere, dà nuova vita al "repertorio di clavicembalo ben temperato" di Bach, miscelando la musica "colta" alla cultura giovanile, nota dopo nota e passo dopo passo. Protagonisti dello show, in una trama di 70 minuti, sono un pianoforte e un clavicembalo, beat elettronici e passi di breaking comehead spin, power move e freeze, mentre sullo sfondo scorrono immagini audiovisive. La creazione di una propria grande produzione era un vecchio sogno dei Flying Steps. Vartan Bassil, fondatore dei Flying Steps, direttore artistico e premiato coreografo, racconta ''Nei tentativi precedenti di unire musica classica e breakdance, i B-boys avevano contribuito alla musica semplicemente con i propri passi. Per il Red Bull Flying Bach invece non ci limitiamo solo a ballare, ma a focalizzare e ridare vita al Well-Tempered Clavier di Bach. Per noi, il Red Bull Flying Bach World Tour è un sogno divenuto realtà. Vogliamo incantare con la nostra arte il pubblico di ogni continente''. ANSA/RED BULL - EDITORIAL USE ONLY
Negli ultimi 30 anni, Cariplo ha sostenuto 14mila progetti in ambito culturale. Con la pandemia, gli sforzi della Fondazione aumentano
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Tra i danni collaterali del Coronavirus c’è stato, senza dubbio, il contraccolpo economico subito dal mondo dell’arte e della cultura. L’assenza di pubblico, dovuta prima alle restrizioni e poi all’impoverimento generale delle famiglie, rischia di protrarsi. A risentirne, l’intero comparto legato alle arti performative e alla fruizione del patrimonio culturale. «Soprattutto nei momenti di crisi – sottolinea Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo – non possiamo permetterci di perdere ciò che rende il nostro territorio attrattivo e ricco di significato: l’azione di soggetti che creano e diffondono cultura rende le nostre comunità più unite e la presenza di beni storico-architettonici genera un valore simbolico, culturale e anche economico». Così, la Fondazione che da 30 anni svolge attività filantropiche, ha deciso di destinare 14,5 milioni di euro al settore. Somma che si aggiunge al miliardo e 200 milioni che Cariplo, dal 1991 ad oggi, ha stanziato per realizzare oltre 14 mila progetti nell’ambito dell’arte e della cultura.

«Abbiamo un grande bisogno di bellezza – continua Fosti -, per questo Fondazione Cariplo ritiene cruciale continuare a investire in arte e cultura, proteggendo il patrimonio esistente, fatto di competenze e di luoghi, e sostenendo percorsi che ne moltiplichino gli effetti in termini di coesione e di sviluppo sul territorio». Nello specifico, la Fondazione, nell’ultimo consiglio di amministrazione, ha deliberato l’assegnazione di 9,5 milioni di euro a sostegno di 94 progetti che puntano alla ripresa delle attività culturali, 3 milioni di euro per 75 progetti volti a promuovere la lettura come pratica quotidiana e 2 milioni di euro per il bando SOS patrimonio – online a partire dal 7 luglio – che punta a finanziare interventi sul patrimonio storico-architettonico di pregio.

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