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La Sardegna brucia da oltre 60 ore. Solinas: «Intere comunità in ginocchio. Una ferita mortale» – Il video

In queste ore i Vigili del Fuoco stanno continuando a potenziare il contingente di uomini e mezzi presenti sul territorio: al momento ci sono 12 Canadair e 10 squadre di uomini a terra

«Un danno incalcolabile che ha messo in ginocchio intere comunità». Cosi il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas commenta i momenti tragici che l’isola continua a vivere da più di 60 ore. Partito dal rogo di un auto dopo un incidente stradale, l’incendio che sta travolgendo zona di Oristano in Sardegna continua a bruciare. Ormai sono oltre due giorni che le fiamme divorano le campagne, con gli abitanti attualmente più a rischio nelle comunità del Marghine e della Planargia. «In ginocchio è il loro tessuto produttivo e sociale» ha continuato il presidente, «una ferita mortale al prezioso patrimonio ambientale». Interi boschi completamente distrutti, case e aziende devastate, un enorme numero di capi di bestiame morti nel rogo, lo scenario del territorio sardo è un triste campo di battaglia. A Sagama, uno dei comuni che si trovano nella zona interessata dall’incendio, l’amministrazione ha fatto sapere che «il servizio idrico è garantito fino ad esaurimento scorte dai serbatoi, dopo si verificheranno disservizi alle utenze».


Intanto i Vigili del Fuoco stanno continuando a far arrivare uomini e mezzi sul territorio. Lo stormo di otto Canadair impiegati nelle operazioni è stato potenziato con altri quattro aerei: due provenienti dalla Grecia e due provenienti dalla Francia. Al momento ci sono dieci squadre a terra impegnate nei fronti dove si sta espandendo il fuoco. In campo ci sono anche gli elicotteri del Reparto Volo di Sassari e quelli del servizio Aib regionale. Durante la notte i Vigili del Fuoco sono riusciti a mettere sotto controllo il fronte aperto a Scano di Montiferro, da cui nella giornata di ieri erano state fatte evacuare oltre 400 persone.


Risorse «per chi ha perso tutto»

Nel frattempo si moltiplicano sulla piattaforma gofundme le iniziative di privati e associazioni che chiedono una mano d’aiuto per le comunità della Sardegna colpite dal gigantesco rogo che ha devastato il Montiferru, nell’Oristanese. Risorse, si legge in alcuni messaggi, «per chi ha perso tutto». Per ora nessuna istituzione locale o nazionale ha avviato le istruttorie per i ristori ma la macchina della solidarietà è partita per sostenere agricoltori, pastori e aziende messi in ginocchio.

In soccorso degli animali

Servono cure per animali sopravvissuti ed è per questo che molte associazioni hanno pensato di avviare alcune sottoscrizioni non solo per salvare il bestiame ma anche tutti gli animali domestici che erano ospitato in rifugi o gattili percorsi dal fuoco. Anche la Lav, con la sua ambulanza veterinaria e una squadra di volontari, ha deciso di partire da Roma verso Oristano «per portare soccorso ai tanti animali vittime del gravissimo disastro ambientale». I soccorritori fanno sapere di aver preso contatto con una clinica veterinaria del posto e che da domani, 27 luglio, potranno essere operativi nel soccorso di animali feriti e coinvolti negli incendi.

«Speriamo aiuto Ue sia sufficiente»

Diverse le personalità del mondo della politica che in queste ore hanno mostrato vicinanza alla tragedia che ha colpito la Sardegna. L’ultimo ad intervenire è stato il vice presidente del Gruppo dei deputati Pd Piero De Luca, sottolineando come la risposta dell’Ue in questo frangente sia fondamentale per sostenere un territorio così in difficoltà. «Sono stati immediatamente messi a disposizione del nostro Paese quattro canadair da Francia e Grecia, nell’ambito della disponibilità dei mezzi del meccanismo europeo di Protezione Civile e del Programma RescUe» ha spiegato De Luca, «questa prova di vicinanza e solidarietà dei Paesi esteri speriamo sia sufficiente insieme agli sforzi dei vigili del fuoco, del Dipartimento della protezione civile di tutte le istituzioni coinvolte».

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