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Afghanistan, Emergency: «I talebani ci hanno assicurato piena collaborazione». Ma lo staff cerca i visti per partire

Alberto Zanin, coordinatore medico del Centro vittime di guerra di Emergency a Kabul, ha chiarito che al momento il gruppo fondamentalista non ostacolerà l’operato della ong italiana

Sono sei i feriti provenienti dall’aeroporto di Kabul e arrivati nelle ultime ore alla sede di Emergency. Nel resto della capitale afgana la situazione nelle ultime 48 ore rimane stabile. «Abbiamo racconti di sparatorie e di feriti da calca», dice in un collegamento Zoom Alberto Zanin, coordinatore medico del Centro vittime di guerra di Emergency a Kabul. «Negli ultimi due giorni abbiamo avuto 15 pazienti che è un numero piuttosto basso». Una situazione comunque complicata per la ong italiana che da quasi 20 anni opera a Kabul e in tutto l’Afghanistan per fornire assistenza sanitaria gratuita a chiunque si presenti nelle sue strutture. «Ieri abbiamo incontrato quello che potrebbe diventare il ministro della salute dell’emirato, che ci ha accolto e assicurato la massima collaborazione – ha aggiunto Zanin -. Nella città ci sono numerosi check point talebani, sembra vuota, il traffico di mezzi è molto diminuito. Abbiamo avuto garanzia dal nuovo governo nel senso che non sono intenzionati a ostacolare la nostra attività, conoscono da 20 anni l’attività di Emergency».


Lo staff vuole lasciare il Paese

Ma nonostante le rassicurazioni alcuni membri dello staff di Emergency stanno cercando di partire, e di lasciare l’Afghanistan. «Lo staff maschile e femminile che lavora all’ospedale di Emergency a Kabul continua a lavorare», ha aggiunto Zanin. Ma una parte dei collaboratori «sta cercando di ottenere il visto per sé e la sua famiglia per lasciare l’Afghanistan».


La situazione nel Panjshir

Per quanto riguarda invece la situazione nel Panjshir, nel nord del Paese, dove si trova l’alleanza anti talebana, «sono stati rafforzati, in vista del possibile intensificarsi della situazione di conflitto, i presidi medici di Emergency», ha aggiunto Zanin. Poche ore fa, i talebani hanno fatto sapere di aver assediato la valle dove l’Alleanza del Nord – guidata dal figlio del dell’ex generale Massoud, ucciso il 9 settembre 2001 – si oppone all’avanzata dei talebani. «Sono stati mandati due collaboratori per ampliare la recettività delle strutture di primo soccorso medico che si trovano nella regione. Nella zona del Panjshir, ha aggiunto Zanin, nelle ultime 24 ore sono state soccorse non più di 15 persone. Ci sono 44 posti di primo soccorso per stabilizzare i feriti e negli ultimi giorni la situazione è migliorata. Oggi sono stati medicate due persone ferite da mine anti-uomo lasciate sul terreno da tempo, non in combattimenti in corso dunque».

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