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Le proteste contro il Green pass sono un flop: pochi manifestanti a Roma e Milano, insulti ai giornalisti a Bari – Il video

Nessun disagio e piazze deserte da Nord a Sud. L’unico effetto del Green pass sono le code davanti ai gazebo dove fare i tamponi vicino alla stazione

Non è stata quella rivoluzione che si aspettava. La protesta annunciata dai gruppi No vax e No Green pass avrebbe dovuto bloccare 54 stazioni dei treni in tutta Italia. Un gesto inedito per questo movimento composito fatto di leader sparsi, gruppi Telegram e reti locali. Un’iniziativa nata per protestare contro l’introduzione del Green pass per viaggiare su treni ad alta velocità, gli Intercity e gli Intercity Notte. Davanti alle stazioni principali di Milano, Roma e Napoli i manifestanti si contano sulle dita di una mano, ben più numerosi i giornalisti in attesa e gli agenti che da questa mattina presidiano le stazioni.


La situazione da Roma a Milano

Sono circa trenta i manifestanti all’esterno della stazione Tiburtina a Roma per l’annunciata protesta contro il Green pass. Oltre a un gruppo di militanti di Forza Nuova, che ha affisso uno striscione, altre venti persone circa si sono radunate all’esterno della stazione ferroviaria. Scarsa partecipazione anche a Milano, fuori dalla stazione di Porta Garibaldi a Milano. Tra i manifestanti, anche un professore universitario di filosofia teoretica di un ateneo del Sud Italia e qualcuno più esagitato degli altri, come l’uomo che, indossando una maglietta con la scritta ‘marcia su Roma’, ha offeso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Pochi anche i cartelli di protesta, tra i qual uno raffigurante una lapide che recita le parole ‘Rip Democrazia’ e un altro con la scritta ‘Sulla salute decido io’. A Bari, dove si conta una decina di persone in piazza, vanno registrati gli insulti rivolti ai giornalisti «al soldo di un regime che ci sta distruggendo».


Nel corso delle manifestazioni non si sono registrati episodi di violenza. In compenso nelle stazioni dei treni più importanti d’Italia si sono formate code davanti ai gazebo che offrono la possibilità di fare un tampone per il Coronavirus. Se non si ha nemmeno una dose di vaccino (o un certificato di guarigione dal Covid-19) l’unica soluzione è infatti fare un tampone. Per chi non si è organizzato in tempo, i gazebo della Croce Rossa che offrono test gratuiti diventano un’ottima soluzione, come spiega il presidente della Cri di Firenze Lorenzo Andreoni:

«Ci sono tante persone. La tendenza è all’aumento, di certo non alla diminuzione: attualmente però devo precisare che con il nostro tampone non viene emesso un Qr code, stiamo lavorando su questa possibilità. Ma è pur sempre un tampone negativo e vale per le 48 ore successive, per cui è normale ci sia molta richiesta. Nella struttura davanti a Santa Maria Novella possiamo fare 550-600 tamponi al giorno nelle 8-9 ore di attività effettiva, di più non riusciremo a fare».

Sul fronte della circolazione non vengono riportate notizie di disagi gravi. Anzi, da Milano e Napoli arrivano immagini di code lunghe ma ordinate. La verifica del Green pass viene fatta a bordo del mezzo e spetta direttamente al controllore. Viene effettuata con l’app Verifica C19, la stessa utilizzata nei bar e nei ristoranti per verificare il certificato.

La diretta di Local Team dalle principali stazioni

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