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Vaccini, Draghi: «L’Italia donerà 45 milioni di dosi ai Paesi più poveri entro la fine dell’anno» – Il video

Il presidente del Consiglio si è detto pronto a triplicare gli sforzi per gli Stati in difficoltà: inizialmente la cifra prevista per le donazioni era di 15 milioni di dosi

L’Italia è pronta a fare di più sul fronte della distribuzione dei vaccini anti Covid ai Paesi più poveri. Durante il Global Covid-19 Summit – a margine dell’Assemblea generale dell’Onu di oggi, 22 settembre – il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato che entro al fine dell’anno verranno donate 45 milioni di dosi agli Stati in difficoltà. Uno sforzo triplicato rispetto a quanto dichiarato lo scorso maggio in occasione del Global Health Summit di Roma, quando Draghi aveva parlato di una donazione, da parte dell’Italia, di 15 milioni di dosi. «La cooperazione globale è essenziale per permettere che finisca quest’emergenza pandemica e per prevenire le emergenze sanitarie», ha detto il premier. Nell’ambito di una prevenzione generale contro le pandemia, Draghi ha spiegato di voler «aumentare la capacità produttiva di vaccini e di strumenti sanitaria in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi più vulnerabili». Azioni importanti, a quel punto, dovranno essere messe in campo anche per risolvere il nodo dei trasporti: «Dobbiamo offrire adeguato supporto logistico per assicurare che i vaccini raggiungano coloro che ne hanno più bisogno. Perché – ha continuato – con l’aumento della capacità produttiva, la sfida principale sarà come trasportare i vaccini, non come produrli».


L’istituzione di un Consiglio globale per la salute e le finanze

Nell’ottica della collaborazione, Draghi ha sottolineato che l’Italia sosterrà sia il piano dell’Unione Europea da 1 miliardo di euro per sviluppare la capacità manifatturiera in Africa, sia l’agenda Usa-Ue per favorire gli sforzi per una vaccinazione globale. «Uno dei punti deboli nella risposta globale alla pandemia è stato l’insufficiente coordinamento tra autorità sanitarie e finanziarie», ha aggiunto. Come presidenza del G20, l’Italia – ha spiegato Draghi – ha intenzione di istituire un Global Health e Finance Board, che supporterà la collaborazione tra il G20, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), la Banca Mondiale e altre organizzazioni internazionali. Il Consiglio servirà a «potenziare la cooperazione globale nella governance» e a lanciare un finanziamento «per la risposta e la prevenzione alle pandemie».


Immagine di copertina: ANSA/FILIPPO ATTILI

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