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Una regione della Polonia rinuncia a essere «zona libera dall’ideologia Lgbt» (e altre 5 ci pensano): così potrà recuperare i fondi Ue

La nuova risoluzione è incentrata su «uguaglianza ed equità di trattamento». Nel documento si mette per iscritto di abrogare la posizione «contro l’ideologia Lgbtq+». La Commissione europea aveva chiesto di «rettificare la violazione»

La regione della Piccola Polonia ha deciso di abrogare la risoluzione «contro l’ideologia Lgbtq+» e di modificare la propria posizione sulle politiche relative all’orientamento sessuale e ai diritti civili. Ad annunciare la decisione, il presidente del consiglio regionale Witold Kozlowski. La bozza della nuova risoluzione è già pronta e sarà sul tavolo del Consiglio per la discussione e il voto il prossimo 27 settembre. La regione intende quindi prendere le distanze dalla risoluzione approvata dal governo centrale nel 2019 poiché identifica i contenuti come «discriminatori nei confronti delle minoranze sessuali». Non solo. Alla base della decisione potrebbe esserci anche una condizione di vantaggio: la Commissione europea aveva infatti avvertito alcuni enti territoriali polacchi della probabile sospensione dei fondi Ue a loro destinati su questo fronte. Oltre alla Piccola Polonia, si comincia a parlare di altri cinque enti territoriali polacchi con le stesse intenzioni ma va ricordato che lo Stato è suddiviso in 16 voivodati.


I contenuti della nuova risoluzione

La nuova risoluzione sul tavolo del Consiglio regionale del voivodato della Piccola Polonia, dove si trova Cracovia, è incentrata sul «rispetto per la tradizione e la cultura secolari della Repubblica di Polonia» e sulla «uguaglianza ed equità di trattamento». Nella stessa risoluzione si mette per iscritto di abrogare la posizione «contro l’ideologia Lgbtq+». Nel vertice straordinario convocato nella giornata di ieri – mercoledì 22 settembre – c’era anche un altro tema fondamentale all’ordine del giorno: la sospensione del pagamento dei fondi del programma React Eu da parte della Commissione europea e dunque il relativo adeguamento del voivodato alle linee del programma Ue. Esito del voto della delibera: 25 consiglieri si sono espressi a favore e 3 si sono astenuti.


L’avvertimento della Commissione europea

All’inizio di settembre, la Commissione europea ha inviato una lettera alle autorità di cinque regioni polacche che hanno adottato risoluzioni «contro l’ideologia Lgbtq+», sottolineando l’importanza di procedere a «rettificare la violazione». Parallelamente, la Commissione ha sospeso i colloqui con le regioni relativamente all’erogazione dei fondi del programma React-Eu. Dopo questo avvertimento, il primo passo della Piccola Polonia è stato quello di nominare un Consiglio per la parità di trattamento e per i diritti della famiglia. Con questo nuovo ufficio e con la nuova risoluzione, il 27 settembre la Piccola Polonia andrà probabilmente incontro a una svolta. Il Consiglio regionale spera che queste modifiche – più formali che culturali, per il momento – siano sufficienti a soddisfare il giudizio della Commissione europea e dunque a sbloccare i fondi.

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