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Una regione della Polonia rinuncia a essere «zona libera dall’ideologia Lgbt» (e altre 5 ci pensano): così potrà recuperare i fondi Ue

23 Settembre 2021 - 13:05 Chiara Piselli
epa09476088 Participants attend the 'March of Equality Kyiv Pride' gay parade in downtown Kiev, Ukraine, 19 September 2021. Representatives of LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender) organizations and their supporters took part in the 'March of Equality Kiev Pride' gay parade in the Ukrainian capital.  EPA/SERGEY DOLZHENKO
La nuova risoluzione è incentrata su «uguaglianza ed equità di trattamento». Nel documento si mette per iscritto di abrogare la posizione «contro l'ideologia Lgbtq+». La Commissione europea aveva chiesto di «rettificare la violazione»
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La regione della Piccola Polonia ha deciso di abrogare la risoluzione «contro l’ideologia Lgbtq+» e di modificare la propria posizione sulle politiche relative all’orientamento sessuale e ai diritti civili. Ad annunciare la decisione, il presidente del consiglio regionale Witold Kozlowski. La bozza della nuova risoluzione è già pronta e sarà sul tavolo del Consiglio per la discussione e il voto il prossimo 27 settembre. La regione intende quindi prendere le distanze dalla risoluzione approvata dal governo centrale nel 2019 poiché identifica i contenuti come «discriminatori nei confronti delle minoranze sessuali». Non solo. Alla base della decisione potrebbe esserci anche una condizione di vantaggio: la Commissione europea aveva infatti avvertito alcuni enti territoriali polacchi della probabile sospensione dei fondi Ue a loro destinati su questo fronte. Oltre alla Piccola Polonia, si comincia a parlare di altri cinque enti territoriali polacchi con le stesse intenzioni ma va ricordato che lo Stato è suddiviso in 16 voivodati.

I contenuti della nuova risoluzione

La nuova risoluzione sul tavolo del Consiglio regionale del voivodato della Piccola Polonia, dove si trova Cracovia, è incentrata sul «rispetto per la tradizione e la cultura secolari della Repubblica di Polonia» e sulla «uguaglianza ed equità di trattamento». Nella stessa risoluzione si mette per iscritto di abrogare la posizione «contro l’ideologia Lgbtq+». Nel vertice straordinario convocato nella giornata di ieri – mercoledì 22 settembre – c’era anche un altro tema fondamentale all’ordine del giorno: la sospensione del pagamento dei fondi del programma React Eu da parte della Commissione europea e dunque il relativo adeguamento del voivodato alle linee del programma Ue. Esito del voto della delibera: 25 consiglieri si sono espressi a favore e 3 si sono astenuti.

L’avvertimento della Commissione europea

All’inizio di settembre, la Commissione europea ha inviato una lettera alle autorità di cinque regioni polacche che hanno adottato risoluzioni «contro l’ideologia Lgbtq+», sottolineando l’importanza di procedere a «rettificare la violazione». Parallelamente, la Commissione ha sospeso i colloqui con le regioni relativamente all’erogazione dei fondi del programma React-Eu. Dopo questo avvertimento, il primo passo della Piccola Polonia è stato quello di nominare un Consiglio per la parità di trattamento e per i diritti della famiglia. Con questo nuovo ufficio e con la nuova risoluzione, il 27 settembre la Piccola Polonia andrà probabilmente incontro a una svolta. Il Consiglio regionale spera che queste modifiche – più formali che culturali, per il momento – siano sufficienti a soddisfare il giudizio della Commissione europea e dunque a sbloccare i fondi.

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