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Lo sciopero della fame e l’appello a Mattarella dei promotori del referendum sulla cannabis: «Democrazia assassinata»

Cappato e Magi: le firme potrebbero essere annullate a causa dei comuni inadempienti

Potrebbero non bastare le 600mila firme raccolte per il referendum abrogativo per la cannabis. Le firme, per essere validate dalla Cassazione, devono essere accompagnate dai certificati elettorali dei Comuni dove risiedono i sottoscrittori. La scadenza per depositare i faldoni è fissata al 30 settembre, ma 1.400 amministrazioni comunali risultano ancora inadempienti. « Solo: un quarto delle richieste di certificazione è stato evaso nel termine delle 48 ore previste dalla legge», ha fatto sapere Marco Cappato. Per questo i promotori del referendum, oltre ad aver diffidato i Comuni, per sbloccare la situazione hanno consegnato brevi manu una lettera alla segreteria del Quirinale. «Ci rivolgiamo a Lei – Sergio Mattarella – garante dei diritti fondamentali della Costituzione, perché sia impedita una violazione della volontà di 600mila cittadine e cittadini che hanno sottoscritto una richiesta di referendum per cancellare alcune norme della legge antidroga 309/90», c’è scritto.


«In conseguenza dello stato di emergenza sanitaria – si legge ancora nell’appello al presidente della Repubblica – è stato previsto uno slittamento dei termini della procedura – per la raccolta delle firme – al 31 ottobre. Un’interpretazione capziosa ritiene non applicabile questa previsione a chi, come noi, ha depositato la richiesta in Cassazione nel mese di settembre. La discriminazione è palese e accecante. Il parlamento e il governo si rifiutano di dare un’interpretazione limpida della nuova norma. Avendo raccolto legittimamente il numero sufficiente di adesioni potremmo presentare il quesito nei termini previsti di fine settembre – aggiungono -, se i Comuni rispettassero il dettato imperativo di consegnare la certificazione elettorale entro 48 ore dalla richiesta. Mancano quattro giorni all’assassinio della democrazia. Ci rivolgiamo a Lei, perché richiami con severità e autorevolezza il governo a rispettare la legge, senza odiose discriminazioni, e a consentire alle supreme Corti di compiere con serenità gli esami di ammissibilità».


Intanto, alcuni dei promotori del referendum sulla cannabis hanno annunciato che, per accompagnare «tutte le azioni giudiziarie in atto per scongiurare il boicottaggio del referendum cannabis», inizieranno dalla mezzanotte di lunedì 27 settembre uno sciopero della fame. Tra loro ci sono Marco Perduca, Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni, Franco Corleone di Società della Ragione, Riccardo Magi di +Europa, Leonardo Fiorentini di Forum Droghe, Giulia Crivellini di Radicali Italiani.

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