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Padova, partecipa al corteo No vax e si contagia: «Se n’è andata e non l’ho più rivista, spero sia in quarantena»

L’allarme del presidente dell’Ordine dei Farmacisti della città: «Mi auguro che adesso si faccia vaccinare»

Aveva partecipato al corteo di circa 4.000 persone No-vax a Padova dello scorso 26 settembre senza rispettare il distanziamento interpersonale e senza indossare la mascherina. Dopo pochi giorni, però, una donna ha iniziato ad accusare i sintomi di un forte raffreddore. Ma non si trattava di un semplice raffreddore, bensì di contagio da Coronavirus. Si è sottoposta a tampone in farmacia e ha scoperto di essere positiva al virus. Il presidente dei Farmacisti non titolari di Padova, il dottor Andrea Collesei, che ha processato il tampone della donna, ha raccontato l’episodio a Il Messaggero, sottolineando come abbia cercato di ricostruire la possibile catena dei contagi: «Ho caricato il referto sul portale della Regione per la tracciabilità e ho chiesto alla paziente se avesse sintomi: ha risposto di essere raffreddata, ma non ha aggiunto altro. Se n’è andata e non l’ho più rivista, e quindi spero che si sia chiusa in casa con senso di responsabilità. E, soprattutto, mi auguro che adesso decida di farsi iniettare il vaccino».


L’allarme dei farmacisti

Il dottor Collesei, inoltre, ha denunciato la difficile situazione dei farmacisti, che sempre più devono occuparsi di effettuare e processare tamponi, anziché procedere con la campagna vaccinale anti-Covid. «Siamo nel caos – afferma Collesei – e le persone che vengono da noi perché ammalate per patologie diverse dal virus, o che hanno le ricette con le prescrizioni di routine, devono stare in coda per lungo tempo, dato che noi siamo impegnati a rispondere alle continue telefonate, che iniziano alle 7 del mattino,  per fissare i tamponi». E il professor Collisei mette in guardia sul futuro: «Dal 15 ottobre (giorno in cui entrerà in vigore l’obbligo di Green pass sul lavoro, ndr) la situazione sarà ancora più pesante: noi cerchiamo continuamente di fare opera di convincimento per indurre gli indecisi a vaccinarsi, ma non sempre ci riusciamo».


Immagine in copertina d’archivio: ANSA/LUCA ZENNARO

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