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Città della Pieve, il piccolo Alex morto per vendetta? Dietro la foto al padre lo scontro per la separazione

Secondo gli inquirenti, la 44enne avrebbe ucciso il figlio di 2 anni in una vecchia centrale Enel, poco distante dal supermercato dove poi ha portato il corpo

Erzsebet Bradacs, 44 anni, cittadina ungherese, avrebbe ucciso suo figlio di due anni con nove coltellate. Poi avrebbe scattato una foto del suo corpicino e, dopo avergli cambiato la maglietta, sarebbe entrata nel supermercato per metterlo sul nastro trasportatore. I fatti si sono verificati due giorni fa a Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve (Perugia), al confine con la Toscana. La donna, che adesso si trova in carcere, potrebbe aver ucciso il piccolo per vendetta, per colpire il compagno, probabilmente per un problema legato all’affidamento del piccolo. La foto, che la donna avrebbe scattato subito dopo aver commesso l’omicidio, sarebbe stata inviata via social al marito con lo scopo ben preciso di punirlo. Lo scrive oggi Repubblica.


Cosa non convince nel racconto della donna

Al momento, però, si tratta solo di ipotesi anche perché la Scientifica, che ha già repertato alcuni oggetti come una maglietta sporca di sangue e una della della madre, deve ancora rendere noti i risultati. Trovato nella borsa della donna anche un coltello da cucina con lama spezzata. Ora, dunque, gli inquirenti vogliono andare a fondo, cercando di capire cosa possa essere successo e se la donna abbia agito davvero per vendetta. Come emerge dalle prime risultanze investigative, Erzsebet Bradacs era partita per l’Italia per andare a Chiusi, in Toscana, doveva aveva vissuto e lavorato circa dieci anni fa. Una vacanza, diceva lei, ma alcuni elementi fanno avanzare più di un sospetto. La prima tappa, infatti, è stata un centro Caritas, poi un night club a Chiusi, in ristrutturazione e di proprietà del suo ex datore di lavoro. 


La tesi degli inquirenti

La donna ai carabinieri ha raccontato di essere arrivata a piedi a Po’ Bandino, a due chilometri da Chiusi. Lì – prosegue la 44enne – durante una sosta, si sarebbe allontanata per cercare un giocattolo ma all’improvviso avrebbe trovato il piccolo ferito a morte. Gli investigatori, che non le credono affatto, sostengono che Erzsebet Bradacs avrebbe portato il figlio in una vecchia centrale Enel e lì lo avrebbe ucciso, con nove coltellate. Poi alle 15.30 sarebbe andata al supermercato con il piccolo tra le braccia, chiedendo aiuto. Una commessa, che ha assistito alla scena, ha raccontato che il bimbo sembrava addormentato. Poi l’arrivo dei carabinieri e il fermo della donna.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/CIRO FUSCO

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