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Calcio e razzismo, Koulibaly dopo gli insulti: «Scimmia di me**a, mi hanno chiamato così. Fuori dagli stadi per sempre»

Nell’ultima partita di campionato contro la Fiorentina è stato inondato da cori razzisti insieme ai due compagni di squadra Osimhen e Anguissa

«Scimmia di me**a. Mi hanno chiamato così. Ma questi soggetti non c’entrano con lo sport». Così il difensore centrale del Napoli calcio Koulibaly ha scritto su Twitter in risposta all’ondata di razzismo che ieri domenica 3 ottobre ha assalito lui e i suoi due compagni di squadra Osimhen e Anguissa. La partita di campionato tra Fiorentina e Napoli si è conclusa con la vittoria degli azzurri di Luciano Spalletti. Un risultato indigesto ai tifosi toscani che a quel punto hanno pensato bene di riempire di insulti i tre giocatori africani per il colore della loro pelle. «Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre», ha continuato poche ore fa sui social Koulibaly, associando al post l’hashtag “NoToRacism”.


A scrivere contro l’odio anche l’attaccante della squadra Viktor Oshimen: «Parla con i tuoi figli, i tuoi genitori. Fai capire loro quanto sia disgustoso odiare un individuo per il colore della sua pelle». Un invito alla tolleranza e all’educazione sociale nei confronti di una diversità che non esiste. Nel frattempo la Procura, dopo aver ascoltato il calciatore e acquisito i referti dei propri ispettori, ha aperto un’indagine sul fatto. Per le prossime ore saranno compiuti ulteriori passi avanti con l’acquisizione di alcuni atti anche dalla Questura di Firenze. La nota ufficiale arrivata dalla società viola invece ha preso le distanze da quanto accaduto: «Ci dissociamo dai cori e le offese razziste provenuti dagli spalti del Franchi dopo Fiorentina-Napoli all’indirizzo di alcuni giocatori avversari».


Da Donnarumma a Gravina, il sostegno ai giocatori

«Siamo contro ogni discriminazione ed è una vergogna sentire ancora queste cose. Siamo con Koulibaly e seguiamo ogni indicazione per combattere il razzismo». A dirlo è Gigio Donnarumma. A due giorni dalla semifinale di Nations League a San Siro contro la Spagna, il portiere del Paris Saint Germain ha risposto a una domanda su Kalidou Kulibaly e l’episodio di razzismo di cui è stato vittima insieme a Osimhen e Anguissa. A definirlo «un fatto culturale» è stato invece il presidente della Figc Gabriele Gravina: intervenuto sulla vicenda nelle ultime ore ha sottolineato come «nelle ultime domeniche ci siano stati numerosi episodi del genere». Gravina ha poi ribadito come la Federazione Italiana Giuoco Calcio sia del tutto estranea a quanto successo «e anzi condanni in maniera totale questi atteggiamenti scellerati. Ora aspettiamo il giudice sportivo ma so che la Procura federale ha già avviato un’indagine e richiesto gli atti».

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