La mucca non è più nel corridoio: Pier Luigi Bersani lascia il Parlamento

L’annuncio: «Cinquantasei anni fuori casa bastano a sentirsi realizzato. Non lascerò la politica, quella non si lascia mai. Il seggio sì»

Per Pier Luigi Bersani questo è l’ultimo giro in Parlamento. L’ex segretario del Partito Democratico oggi esponente di Liberi e Uguali annuncia in un’intervista al Fatto Quotidiano che non si ricandiderà alle prossime elezioni. «Cinquantasei anni fuori casa bastano a sentirsi realizzato. Non lascerò la politica, quella non si lascia mai. Il seggio sì», dice Bersani, che approfitta del colloquio per un bilancio personale: «Al giaguaro qualche macchia l’ho tolta. Da quando formulai il proposito, era il 2013, non è stato più quello di prima. Tanti anche gli accadimenti fortunati. Oggi posso dire che aveva proprio ragione Picasso quando spiegava che ci vogliono molti anni per essere giovani». Bersani parla anche della sua salute: «Per chi ha visto la morte in faccia, l’ha proprio accarezzata non una ma due volte (nell’84 un incidente stradale micidiale, nel 2014 un ictus ndr) già il fatto di godere di buona salute e confidare di rimanervi negli anni che arriveranno resta un traguardo prezioso».


E rivela perché da 56 anni fa su e giù tra Roma e Bettola: «Non ho mai comprato casa a Roma perché sento forte le radici. I miei stanno da sempre a Piacenza, e io ero e resto di Bettola, il mio paesino. Sa che essere provinciale mi ha aiutato in politica? Perché vai al bar, incontri al parcheggio, trovi l’amico in farmacia…». Poi elogia Roberto Speranza, uno che lo «ha fatto felice», e rivela che in Parlamento ha legato di più «con Umberto Bossi. Cazzeggiavamo alla grande, era una frequentazione leggera e gustosa». Infine, un pronostico sulla sua metafora più popolare: la mucca nel corridoio, ovvero «la destra arrembante che solo io avvertivo come pericolosa: adesso sta arretrando».


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