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Ivrea, la Garante dei detenuti che ha paragonato Draghi a Cesare Battisti verso la revoca dell’incarico

La decisione definitiva verrà presa durante il consiglio comunale del 25 ottobre. Il sindaco: «Sono esterrefatto dal suo comportamento»

Aveva paragonato il presidente del Consiglio Mario Draghi a Cesare Battisti con un fotomontaggio su Facebook e ora rischia la revoca dell’incarico. Paola Perinetto, Garante dei detenuti del comune di Ivrea, nelle scorse ore ha condiviso un’immagine in cui accostava il volto del premier a quello di dell’ex Pac, scrivendo: «Nella foto possiamo osservare un caso di estrema somiglianza. Uno è un criminale senza scrupoli. L’altro è Cesare Battisti». Perinetto, inoltre, aveva più volte espresso pubblicamente le proprie posizioni No vax e contro il Green Pass, nonché contro il governo Draghi, come emerge da altri post pubblicati sulle sue pagine social. E dopo l’accaduto, alla luce dell’«inqualificabile parallelo proposto e le valutazioni espresse» da Perinetto, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha richiesto al Sindaco e al Consiglio comunale di Ivrea di «valutare la rimozione della Garante dall’incarico ricoperto». Il Garante nazionale ha anche chiesto di stabilire «linee omogenee affinché i Garanti localmente designati rispondano a criteri d’indipendenza e professionalità».


Il fotomontaggio condiviso nel post di Paola Perinetto su Facebook

Il sindaco d’Ivrea: «Sono esterrefatto dal comportamento della Garante»

Il sindaco Stefano Sertoli si è detto «esterrefatto che una persona con incarichi istituzionali possa lasciarsi andare a tale pensiero e a pubblicarlo sui social», confermando che è stata convocata già oggi, 21 ottobre, una riunione urgente dei capigruppo per discutere del caso, mentre lunedì 25 ottobre «l’ultima parola sulla revoca dell’incarico spetterà al Consiglio comunale». A favore della revoca dell’incarico si è già espresso il capogruppo del Partito Democratico del consiglio comunale d’Ivrea, Maurizio Perinetti: «Le espressioni della Garante sono inaccettabili, non è più compatibile con la carica pubblica ricoperta».


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