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Turchia, Erdogan caccia 10 ambasciatori occidentali: avevano chiesto la liberazione di un dissidente

Tra i diplomatici coinvolti i rappresentanti di Stati Uniti, Francia e Germania. La presa di posizione a favore di Kavala, in carcere da 4 anni con l’accusa di avere partecipato al golpe del 2016, non è piaciuta al presidente turco

Avevano firmato un appello per la liberazione del filantropo anti Erdogan Osman Kavala, detenuto da 4 anni con l’accusa di aver preso parte al golpe fallito del 2016. Oggi i 10 ambasciatori occidentali saranno dichiarati ufficialmente «persone non grate» e quindi cacciati in maniera definitiva dal Paese. A farlo sapere è stato lo stesso presidente turco deciso a punire l’appello pro Kavala dei dieci funzionari. Tra i diplomatici coinvolti ci sono anche rappresentanti di Stati Uniti, Francia e Germania. «Ho ordinato al nostro ministro degli Esteri di dichiarare al più presto questi 10 ambasciatori come persona non grata», ha detto Erdogan, «vanno a coricarsi, si svegliano e pensano a Kavala, il rappresentante turco di Soros. Dieci ambasciatori esteri si recano al ministero per lui: che impudenza!». A scrivere il comunicato per la richiesta di liberazione del filantropo 64enne erano stati i diplomatici di Canada, Francia, Finlandia, Danimarca, Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti: prima della decisione di Erdogan, i vertici della diplomazia di Ankara avevano definito «inaccettabile» il documento.


Sassoli e Letta: «Non ci intimidiamo»

Tra le prime reazioni alla decisione di Erdogan, quella del presidente del Parlamento europeo David Sassoli: «L’espulsione dei dieci ambasciatori è un segno della deriva autoritaria del governo turco», ha detto, «non saremo intimiditi. Libertà per Osman Kavala». A sostenere le dichiarazioni di Sassoli anche il segretario del Pd Enrico Letta: «Noi supportiamo pienamente la posizione del presidente del Parlamento europeo Sassoli contro l’ennesimo atto autoritario di Erdogan». A commentare quanto deciso dal presidente turco anche il portavoce del ministro degli Esteri norvegese: «Il nostro ambasciatore non ha fatto nulla che legittimi l’espulsione», ha dichiarato, ribadendo la richiesta di liberazione sostenuta insieme a Paesi come Germania, Francia e Usa. Il portavoce di Oslo ha anche fatto sapere che per ora la sede diplomatica non ha ricevuto alcuna notifica formale al riguardo.


Chi è Osman Kavala

Osman Kavala è in carcere dal novembre del 2017 con l’accusa di aver preso parte al tentato golpe dell’anno precedente e di aver partecipato alle manifestazioni antigovernative del 2013 di Gezi Park. Arrestato non appena atterrato ad Istanbul dopo un viaggio nel sudest della Turchia, Kavala fu poi assolto dalle accuse relative alle proteste del 2013. Solo poche ore dopo l’assoluzione fu accusato di nuovi reati per la partecipazione al golpe del 2016. Accuse che lo costrinsero a rimanere nel carcere di Silivri, alla periferia di Istanbul. Due anni dopo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo intervenne sulla vicenda chiedendo la scarcerazione dell’uomo. Poi si mosse anche il Consiglio d’Europa: all’ultimatum di un mese per la liberazione mai avvenuta, seguì una procedura per infrazione contro Ankara. Nonostante gli interventi esterni, il 64enne è detenuto da quattro anni.

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