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I sindacati contro i No Green pass di Puzzer: «Ma quale sciopero: chi protesta non c’entra niente con i portuali»

I confederati prendono ancora una volta le distanze dalle proteste di Trieste contro il Green pass, soprattutto per l’uso che i manifestanti vicini all’ex sindacalista Puzzer stanno facendo dei lavoratori del porto giuliano

Dopo l’annuncio di un nuovo sciopero a nome dei “portuali di Trieste”, le segreterie territoriali dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti tengono il punto sulle proteste dei portuali contrari alla certificazione verde, precisando che «le proteste No Green pass afferenti al Coordinamento 15 ottobre non possono e non debbono più essere identificate con i lavoratori portuali triestini, i quali, a quanto ci risulta, stanno per la stragrande maggioranza lavorando regolarmente nello scalo giuliano». I sindacati, nella nota, specificano inoltre di «non essere assolutamente a conoscenza dell’assemblea che si è svolta nel porto e che la stessa abbia coinvolto i lavoratori portuali». Insomma, lo sciopero contro il Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori e indetto per domani, mercoledì 27 ottobre, non ha nulla a che vedere con i lavoratori del porto di Trieste, ma è stato indetto da un gruppo di lavoratori vicini a Stefano Puzzer, l’ex portavoce dei portuali triestini contrari alla certificazione verde, che non fanno riferimento al sindacato “Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste” (Clpt), né ad altre sigle sindacali. «Pensiamo – concludono i sindacati – che focalizzare ancora sui lavoratori del porto di Trieste una protesta che, se legittima, non riguarda più la sola categoria dei portuali, rappresenti un danno d’immagine e forse economico che i lavoratori e il porto di Trieste non meritano».


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