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Scuola, i presidi pronti alla mobilitazione: «Il protocollo per i positivi? Manca il personale»

Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi: «Il ministero non può limitarsi a fornire indicazioni e continuare a non avere consapevolezza della gravità della situazione»

Oggi, 6 novembre, il ministero dell’Istruzione ha inviato una nota tecnica ai dirigenti scolastici delle scuole italiane. Si tratta di indicazioni per l’applicazione di un protocollo che definisce le procedure da adottare in caso di positività al Coronavirus riscontrate negli istituti. Ad esempio, toccherà al dirigente scolastico «in via eccezionale e urgente» sospendere temporaneamente le attività didattiche, qualora la Asl di competenza non possa intervenire. «Prendiamo atto del supporto operativo fornito oggi dal ministero dell’Istruzione per facilitare l’attuazione di adempimenti che, ribadiamo, non rientrano nelle prerogative dei dirigenti scolastici – commenta Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi -. Lo stesso ministero, tuttavia, non può limitarsi a fornire indicazioni e continuare a non avere consapevolezza della gravità della situazione. I dirigenti scolastici continuano a garantire l’esercizio del diritto allo studio nonostante dispongano di risorse umane inadeguate nel numero e, spesso, nella preparazione professionale».


Manca personale, dicono i presidi, e quello già presente deve sobbarcarsi l’attuazione delle norme che contrastano la diffusione dei contagi. Giannelli si rivolge direttamente al ministero, minacciando anche l’eventualità di uno sciopero: «Il nostro datore di lavoro non può più esigere dai dirigenti delle scuole quanto finora da questi assicurato senza dotarli degli strumenti necessari e senza riconoscere il lavoro svolto con una retribuzione equa – e aggiunge -. I dirigenti scolastici non si sottrarranno neanche in questa circostanza a dare il loro contributo per l’interesse del Paese assumendosi anche responsabilità che competerebbero ad altri soggetti. Il ministero deve però dimostrare l’attenzione che spetta ai suoi dirigenti. L’associazione nazionale presidi chiede azioni concrete, in caso contrario la mobilitazione della categoria sarà inevitabile».


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