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Allarme in Fvg dopo i cortei, Fedriga: «Qui il più grande cluster mai visto». Ai No Green pass i numeri non bastano: «Colpa dei bus affollati»

Le cifre degli ultimi giorni lasciano pochi dubbi sull’effetto delle manifestazioni contro il certificato verde a Trieste. Ma per i No Green pass la colpa va cercata altrove

Numeri così in Friuli Venezia Giulia non si vedevano dall’inizio della pandemia. Il cluster scoppiato nella regione nei giorni successivi alle grandi manifestazioni contro il Green pass a Trieste è stato: «il più grande cluster della storia della pandemia in Friuli Venezia Giulia», ha tuonato il governatore Massimiliano Fedriga, secondo il quale non ci sono dubbi sul collegamento con i cortei: «Il problema di quelle manifestazioni – ha aggiunto Fedriga ai microfoni di Radio Punto Zero – non è solo il virus che si è diffuso tra alcuni partecipanti, ma anche i messaggi deleteri che sono stati lanciati: perché sono messaggi No Green pass, ma prettamente No vax». Ci sarebbero i numeri a dare amaramente ragione al governatore Fedriga, visto che secondo i dati del ministero della Salute sull’andamento della pandemia di Coronavirus in Friuli Venezia Giulia la media settimanale dei contagi è salita a 339 nuovi casi al giorno. Solo ieri sono stati 438, di questi il 75 per cento veniva da Trieste, epicentro delle proteste contro il certificato verde. Ma i numeri non bastano agli attivisti del Coordinamento No Green pass giuliano, convinti che le manifestazioni delle ultime settimane non possono essere considerate la prima casa dell’impennata dei contagi, perché queste si svolgevano all’aperto. La colpa, dicono, va ricercata nei: «tagli alla sanità e alla medicina territoriale e la non risoluzione di problematiche basilari quali il sovraffollamento delle classi e dei trasporti».


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